Cronaca

Scuole guida, niente esami di abilitazione: gli aspiranti istruttori pronti a scendere in piazza

Dopo due anni di mancanza di esami, si concretizza la protesta e la manifestazione in piazza

Dopo due anni di mancati esami di abilitazione, gli aspiranti istruttori sono pronti a scendere in piazza e richiedere lo sblocco degli esami. Sono pronti a scendere in piazza per difendere il diritto al lavoro, i circa trecento tra aspiranti istruttori e insegnanti di teoria che hanno sostenuto il corso di abilitazione professionale e che da più di due anni l’esame di abilitazione che dovrebbe essere organizzato dalla Città Metropolitana di Napoli.

Gli aspiranti istruttori di scuola guida pronti a sostenere gli esami

Gli aspiranti istruttori e insegnanti di teoria sono pronti a scendere in piazza per richiedere l’esame di abilitazione che dovrebbe essere organizzato dalla Città Metropolitana di Napoli, che da più di due anni non viene erogato.

Lo scaricabarile a Palazzo Matteotti, lamentano in molti, non riesce ancora a chiarire a chi spetta il compito di organizzare le sedute, mentre la mancanza di personale nelle autoscuole, a Napoli ed in provincia, sta arrecando non poche problematiche a causa della penuria di figure abilitate allo svolgimento delle prove di guida sia teoriche che pratiche.

Gli aspiranti istruttori sono pronti a manifestare il proprio dissenso, dopo innumerevoli sollecitazioni che si concludono sempre alla stessa maniera: con un nulla di fatto. Orlando Cocozza, 34 anni, è uno dei 300 esaminatori in attesa di sostenere gli esami: “Ormai è passato tempo dalla formazione ma, nonostante le nostre richieste, nessuno riesce a spiegarci quando si sosterranno gli esami. Sono trascorsi due anni, ho investito all’incirca duemila euro in formazione, più i vari bollettini per la presentazione della pratica. Nessuno sa nulla però, dalla Città Metropolitana ci dicono di richiamare, ma senza alcun esito”.

Le sollecitazioni degli aspiranti

Inviare mail di sollecitazione alla Città Metropolitana di Napoli e al sindaco Gaetano Manfredi è diventata una prassi per gli aspiranti istruttori. Ecco perché, dopo tanto silenzio, intendono protestare davanti alla sede della Città Metropolitana. Raffaele Raguseo, 55 anni, il più anziano del gruppo descrive così la sua frustrazione: “È come prepararsi ad una partita di calcio e non entrare mai in campo. Sono quasi due anni che aspetto insieme agli altri aspiranti istruttori di poter sostenere l’esame, molti di noi hanno lavori saltuari al momento e attendono di poter iniziare questa professione. Abbiamo investito tempo e denaro sottraendolo alle nostre famiglie, un sacrifico che non è stato ripagato. Chiediamo al sindaco Manfredi di intervenire per risolvere questa situazione scandalosa”.

Gli fa eco Nunzia Turtoro, 39 anni, che ha concluso il corso di formazione prima della pandemia ed è ancora in attesa come gli altri: “Ho necessità di sostenere questo esame, rischio di perdere il lavoro – spiega – Lo scorso mese di dicembre mi hanno assunta all’interno di una scuola guida con la speranza che si sbloccasse la situazione degli esami. Ora sono inquadrata come segretaria, però hanno bisogno di una insegnante poiché mancano in sede. Oltre ad ostacolare il lavoro della autoscuola, questa situazione rischia di mettere in pericolo la mia posizione”.

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