Cronaca

Babygang a Napoli, minorenni sugli scooter sputano all’autista di un bus

Babygang a Napoli, minorenni sugli scooter bloccano un bus: insulti, minacce e sputi contro l’autista Anm, per aver suonato il clacson

Babygang a Napoli, minorenni sugli scooter bloccano un bus: insulti, minacce e sputi contro l’autista Anm, “colpevole” di aver suonato il clacson al passaggio di due scooter contromano.

 

 

 

Babygang a Napoli, minorenni sugli scooter sputano all’autista di un bus

L’episodio, accaduto sabato sera a Pianura, è solo l’ultimo di una lunga serie di violenze e aggressioni contro gli operatori del trasporto pubblico. Anche martedì scorso, un altro conducente Anm era stato vittima di un brutale raid a colpi di pugni contro i vetri del bus, sputi e gravi offese da parte di una coppia con la figlioletta al seguito e un quarto parente. L’assalto, ripreso in un filmato diventato virale, era scattato dopo che gli automobilisti avevano tentato di infilarsi contromano nella rotonda già imboccata dal bus che, giustamente, non gli aveva dato precedenza.

 

 

 

Le dichiarazioni

“Mi hanno sputato addosso, sporcandomi il braccio, dopo avermi insultato e minacciato”. Nel raccontare quanto accaduto sabato, poco dopo le 18, Francesco De Vita non può fare a meno di notare, quanto sia diventata “ordinaria” la violenza nella professione che porta avanti da 22 anni. “Mi trovavo su via Provinciale Napoli, a Pianura con circa 30 persone a bordo, quando, all’improvviso sono sbucati due scooter contromano, costringendomi a frenare bruscamente. Ho suonato il clackson, come facciamo di solito, per segnalare una situazione a rischio ma quel mio gesto, ha infastidito i centauri che si sono affiancati al finestrino abbassato, insultandomi e sputando contro di me per poi fuggire via”.

 

 

L’accaduto

“Su ogni scooter c’erano due ragazzi sui 16 anni ma subiamo queste aggressioni da persone di tutte le età e di tutti i tipi, anche i più insospettabili. Non è la prima volta che subisco aggressioni verbali e fisiche e sta capitando sempre più frequentemente che, oltre alla prevaricazione ci sia anche la punizione contro noi operatori che invitiamo a rispettare le regole o suoniamo il clacson” conclude De Vita.

 

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