Cronaca

Samuele giù dal balcone a Napoli, il dolore della mamma: “Non potrò mai perdonarmelo”

Bambino morto a Napoli, il dolore della madre del piccolo Samuele. Carmen ripete: "Non potrò mai perdonarmelo"

È sotto shock Carmen, la madre del piccolo Samuele, il bambino morto Napoli dopo una caduta di quindici metri dal balcone di casa. “Non posso perdonarmelo” ripete la donna, nonostante le rassicurazioni dei familiari: “Sei una mamma attenta e sempre presente, è successa una tragedia dove tu non potevi fare niente”.

Bambino morto a Napoli, parla la madre del piccolo Samuele

La scalinata di casa è stata riempita di fiori e lumini. Tutto il quartiere abbraccia simbolicamente Carmen, in attesa di un secondo figlio. “Sono venuta a portare delle rose bianche perché ora che Samuele è un angelo, dovrà vegliare sui genitori e dar loro la forza di andare avanti” ha raccontato al Mattino un’anziana recatasi sul posto dove il piccolo ha perso la vita e dove conoscenti e abitanti del quartiere, stanno lasciando peluche, fiori, lumini e piccoli oggetti in segno di vicinanza alla famiglia.

Il racconto

“Erano tornati dalle vacanze estive, trascorse a Praia a Marefelici ed entusiasti per l’imminente nascita del secondo figlio» raccontano gli amici del quartiere, completamente sconvolti dal dolore che ha colpito «una famiglia perbene che era il ritratto della gioia”. Carmen, all’ottavo mese di gravidanza, si dedicava anima e corpo a Samuele con un attenzione che, in alcuni casi, poteva persino risultare esagerata. “La mamma stava continuamente dietro al bimbo che era sempre seguito e sorvegliato, non c’era un istante che potesse sfuggirgli”.

Napoli, bambino ucciso dal domestico: il dramma del piccolo Samuele

Napoli è sconvolta per la morte del piccolo Samuele, il bambino ucciso nella mattinata di venerdì 17 settembre, in via Foria, dove il piccolo è caduto dal balcone e facendo un volo di quindici metri. Inizialmente si era ipotizzato che si fosse trattato di un tragico incidente. Sotto shock i genitori: la mamma del bimbo è incinta di 8 mesi. Nella mattinata successiva, la polizia ha fermato un uomo di 38 anni, Mariano Cannio, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio del piccolo Samuele.

Napoli, bambino ucciso dal domestico: il dramma del piccolo Samuele

Svolta nell’inchiesta sulla morte di Samuele, il bimbo di 4 anni precipitato dal balcone di un appartamento di via Foria a Napoli. Arrestato per omicidio, su delega del procuratore della Repubblica di Napoli, ieri è stato eseguito il fermo, decretato dal pubblico ministero, di Mariano Cannio, 38 anni. Il provvedimento è sottoposto al giudizio di convalida del giudice.


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Morte del piccolo Samuele: c’è un arresto

Parla Mariano Cannio, accusato di essere l’assassino del piccolo Samuele, il bambino morto Napoli dopo una caduta di 15 metri dal balcone di casa. Ha ammesso di essere sul quel balcone e di aver preso in braccio il piccolo Samuele ma ha negato di averlo volutamente scaraventato di sotto, Mariano Cannio, l’uomo fermato oggi con l’accusa di essere responsabile della morte del bambino precipitato dal terzo piano di uno stabile di via Foria a Napoli. È  quanto apprende l’ANSA da fonti qualificate.

L’uomo, 38enne napoletano, è ritenuto il responsabile della morte del piccolo. Gli agenti di Polizia lo hanno arrestato nella giornata di ieri poiché ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio di Samuele Gargiulo. L’uomo, incensurato e che soffrirebbe di problemi mentali, lavorava come domestico nell’appartamento da diverso tempo, era ritenuto una persona di fiducia della famiglia. Avrebbe approfittato di un momento di distrazione della madre per lanciare il bambino dal balcone, i motivi del gesto non sono chiari. Dunque, una svolta clamorosa nelle indagini. Quello che poteva sembrare un fatale incidente si è rivelato un assassinio. Ora resta da capire il motivo di questo gesto atroce da parte del 38enne.

La vicenda

Il bimbo ieri mattina era precipitato dal terzo piano della sua abitazione, e sua madre, presente in casa, aveva dato l’allarme. Inutili i soccorsi. “Abbiamo sentito le urla e ci siamo precipitati in strada. Non potevamo credere ai nostri occhi, era una scena surreale sono state le urla della mamma e degli altri familiari, a farci capire che era successo qualcosa di terribile” hanno raccontato i negozianti.

Le prime ammissioni

Cannio non ha cercato di fuggire e ha seguito gli agenti in Questura dove è stato interrogato fino a tarda notte. L’uomo, che ha un avvocato d’ufficio, ha ammesso le sue responsabilità per la morte del piccolo Samuele, pur facendo un racconto confuso di quanto accaduto e senza poter indicare un movente. Intanto è stato accertato che l’uomo, con patologie mentali, aveva da poco finito un ciclo di terapie e avrebbe dovuto cominciarne un altro, ma non lo aveva fatto. Lunedì la convalida del fermo davanti al gip.

Napoli, il video di Samuele: “Ti butto giù”

In rete spunta un video di Samuele Gargiulo, bambino di Napoli morto dopo una caduta di 15 metri dal balcone di casa. Un video nel quale il bambino – come riportato da Il Mattino – ripete delle frasi intimidatorie in napoletano.

Nel filmato il piccolo Samuele particolarmente inquietante, soprattutto in virtù del dramma che lo ha visto coinvolto: Io ti butto giù” Parole che il bimbo potrebbe aver sentito da un adulto, come quelle pronunciate poco dopo: “Perché tu sei una ‘lota’”. Il video termina con Samuele che si arresta di colpo, come se non volesse farsi ascoltare da qualcuno. Il video è stato pubblicato su TikTok da un profilo ora oscurato.

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