Cronaca

Bambino morto a Torre del Greco, Adalgisa Gamba e la ricerca su Google

La donna si sarebbe informata sulla pena per omicidio

Prima di uccidere il figlio, Adalgisa Gamba avrebbe fatto una ricerca su Google. Si sarebbe affidata al motore di ricerca per avere una risposta alla sua domanda: “Omicidio: quanto si rischia“. Insomma, tramite il web si sarebbe fatta un’idea della pena che rischiava in caso di omicidio del bambino come riportato dal quotidiano Il Mattino.

Infanticidio Torre del Greco: Adalgisa Gamba e la ricerca su Google

Secondo l’accusa, nelle parole chiave cercate su Google con il suo telefonino ci sarebbe tutta la premeditazione di un terribile delitto, che vede come vittima Francesco, un bimbo di appena due anni e mezzo. L’udienza preliminare per la 41enne di Torre del Greco è stata fissata prima di Natale. La donna è accusata di aver soffocato a morte il figlio con del tessuto forse un indumento per poi calarsi nel gelido mare d’inverno insieme al piccolo ormai privo di vita.

“Come uccidere un bambino” su Google

Nel corso del processo sono emersi particolari agghiaccianti ulteriori. Dalle 4 alle 16 del giorno in cui si è consumato il delitto, la 41enne avrebbe cercato su Google più volte la frase “come uccidere un bambino” aggiungendo le parole “candeggina“, “coltello“, “colpi di pistola“, “strangolamento“.

Adalgisa Gamba rischia l’ergastolo

Rischia l’ergastolo Adalgisa Gamba, donna di Torre del Greco accusata di aver ucciso il figlio. Il piccolo, di due anni, fu soffocato con un indumento premuto in bocca e poi portato in mare dalla donna, 41 anni, nei cui confronti ci sarebbero le prove della premeditazione dell’omicidio del piccolo.

La donna, reclusa nel carcere femminile di Pozzuoli, si è vista notificare l’avviso di chiusura indagini per il delitto consumatosi lo scorso 2 gennaio. La donna uccise il figlio, poi si immerse nelle acque gelide del mare di via Calastro, all’altezza del lido La Scala. La donna ha venti giorni di tempo per depositare memorie difensive o chiedere un interrogatorio tramite i suoi legali, gli avvocati Salvatore del Giudice e Michele Coppola.

A quel punto la Procura potrebbe chiedere la fissazione dell’udienza per formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio. Un eventuale processo che la vedrebbe accusata di omicidio premeditato aggravato dalla circostanza che è stato eseguito ai danni del discendente minorenne: rischierebbe l’ergastolo.

Redazione L'Occhio di Napoli

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