Cronaca

Blocco dei trasporti nel mirino dell’Authority

NAPOLI. Lo sciopero selvaggio degli addetti alle pulizie di Anm finisce nel mirino dell’Authority. La Commissione nazionale di garanzia sugli scioperi ha aperto un’istruttoria sulla rivolta dei lavoratori dell’indotto, che mercoledì mattina, per 7 ore, hanno tenuto in scacco la città, bloccando le stazioni della metropolitana Linea 1 e i depositi dei bus. Possibili sanzioni per i dipendenti che si sono rifiutati di lavorare: lo riporta il quotidiano Il Mattino.

La vicenda

L’Authority, presieduta da Giuseppe Santoro Passarelli, chiederà dettagliate relazioni alla ditta di pulizie Samir, all’Anm e alla Prefettura per fare luce su quanto accaduto. La commissione, inoltre, ha contestato per «irregolarità» lo sciopero di 48 ore indetto dai sindacati della Samir per il 29 e 30 gennaio, in quanto in contrasto con la norma nazionale. Lo sciopero andrà riproclamato e contenuto in una durata massima di 24 ore. Non si è ancora chiusa, insomma, la partita sul blocco dei trasporti che a sorpresa ha paralizzato la città. Mercoledì, si è sfiorata la precettazione per motivi di ordine pubblico da parte della Prefettura, solo perché si è riusciti a far rientrare l’agitazione nel corso di poche ore. Ma la palla, a seguito della diffida della Samir ai lavoratori, con l’ipotesi di uno «sciopero selvaggio», è passata anche alla Commissione Nazionale di Garanzia che ora dovrà valutare la sussistenza di profili di violazione della legge sugli scioperi. Tutti i passaggi della giornata dovranno essere analizzati: dalla durata delle agitazioni, alle modalità, al numero di lavoratori coinvolti.

L’istruttoria dovrebbe concludersi entro 30 giorni. Un elenco con i nominativi dei dipendenti che «si sarebbero rifiutati di lavorare» è già stato redatto. Tra le ipotesi in campo, quella che l’Authority possa ordinare alla ditta di irrogare eventuali sanzioni disciplinari ai dipendenti (escluso il licenziamento).

La questione è all’attenzione anche della procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli. La rivolta dei lavoratori delle pulizie era scattata a seguito di un lungo periodo di sofferenza finanziaria che ha visto coinvolti Anm e le ditte fornitrici e che si è aggravata dopo il concordato preventivo, perché tutti i debiti di Anm antecedenti a dicembre sono stati congelati. La Samir, in regime di proroga fino a marzo, è tra i maggiori creditori, avanzando circa 5 milioni di euro per prestazioni tra aprile e novembre.

Proprio sul tema del concordato e sui suoi risvolti sui lavoratori Anm, il sindacato Usb ha proclamato 5 giorni di assemblea retribuita di 2 ore, fuori orario di servizio, per le prossime 2 settimane. Si comincia dal deposito del Frullone (lunedì 14,10-16,10), per proseguire con Carlo III e Garittone (martedì 10-12 e 15-17), Piscinola e Funicolare di Montesanto (giovedì 10-12 e 13,30-15,30), via delle Puglie (5 febbraio 10-12) e Cavalleggeri (6 febbraio 10-12). Questa mattina, invece Anm incontrerà i sindacati per comunicare le modalità di pagamento di stipendi e straordinari.

L’azienda ha garantito che entro il 30 gennaio saranno pagati la parte fissa dello stipendio di gennaio e una parte delle somme delle voci variabili sempre di gennaio, come anticipazione. In questo modo, l’impatto sulle buste paga sarà minimo. Più difficile, invece, il pagamento della competenza variabile maturata a dicembre, in quanto dovrebbe ricadere nella massa dei crediti congelati.

Un’informativa è stata inviata al Tribunale Fallimentare. Anche i ticket mensa saranno erogati, sebbene con qualche giorno di ritardo. Altra scadenza fondamentale è quella del 31 gennaio per l’approvazione da parte del Tribunale Fallimentare del piano degli esuberi sul quale il 17 gennaio scorso si è trovato l’accordo con i sindacati.

L’Anm ha inviato ai giudici un’istanza per l’autorizzazione a procedere. Il patto sui licenziamenti collettivi vede ridotto all’osso il numero di dipendenti destinati alla mobilità verso Asia e NapoliServizi, che dai 69 previsti dal piano di risanamento iniziale scendono fino a 13. Per sopperire al divario, si è aumentato, invece, il numero dei lavoratori che potranno accedere ai prepensionamenti, includendo, quindi, non solo il personale già dichiarato in esubero, ma anche i licenziamenti volontari, fino a 30 unità.

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