Inchiesta

Bonifica dei rifiuti nell’ambiente: l’arduo lavoro dei volontari

NAPOLI. Molti gruppi di volontariato che operano nei paesi, piccoli e grandi, si prodigano ogni anno a bonificare l’ambiente dai rifiuti. Alcune associazioni nazionali dedicano addirittura una giornata finalizzata a bonificare boschi, fiumi, mare e le spiagge fuori stagione. Lo scopo di tutte le associazioni sia ecologiche che culturali o sociali è sollevare, dando l’esempio, il problema dei rifiuti negli ecosistemi naturali così essenziali per la vita. La finalità di queste eco-iniziative è pertanto sensibilizzare sia i cittadini al problema dell’abbandono di rifiuti nell’ambiente sia le amministrazioni comunali che devono provvedere a realizzare un servizio di raccolta quando se ne rileva la necessità.

I rifiuti sulle spiagge, ad esempio, non sono il frutto di un processo naturale, non è opera di “natura matrigna”. Provengono dai fiumi che li strappano dalle zone interne della costa. Molti finiscono sui fondali del mare, inquinando l’ecosistema, altri con le mareggiate riportati a terra e rigettati sulle spiagge. Molti rifiuti sono anche lasciati da cittadini incivili direttamente sulla spiaggia nei mesi estivi e non ritirati dagli operatori del servizio comunale, tanto da rimanere sugli arenili per mesi, fintanto che le mareggiate non se li portino via.

Sono pertanto a tutti gli effetti rifiuti urbani abbandonati nell’ambiente: è compito quindi delle amministrazioni rimuoverli, selezionarli per tipologia e smaltirli (legge 152/2006; in special modo art.192 -198 e L.135/2012, art.19/f).

Associazioni nazionali importanti sia ecologiche che sociali e culturali partecipano, come si riporta nei loro comunicati, svariate volte all’iniziativa di bonifica non solo di spiagge, ma anche di boschi e rive di fiumi, specialmente in aree protette. tuttavia ogni volta ribadiscono il concetto di non volersi sostituire agli operatori regolarmente stipendiati dai comuni per svolgere tale compito.

La questione dei rifiuti

Spesso, infatti, si legge chiaramente che non si devono considerare i volontari come ‘operatori ecologici’; il lavoro volontario ha l’obiettivo di servire d’esempio a tutti i cittadini e di pungolo alle amministrazioni locali sul problema grave dell’inquinamento da rifiuti. Sono le amministrazioni locali le dirette responsabili della sorveglianza della bonifica e della riduzione dei rifiuti fino al raggiungimento del traguardo ‘rifiuti zero’, oramai irrinunciabile, che i comuni devono darsi in tempi brevi se si vuole salvaguardare la salute dell’ambiente e dei cittadini.

Ribadiamo che questa posizione viene chiaramente sottolineata, ad onor del vero, tutte le numerose volte che i volontari associati sono intervenuti raccogliendo quantità considerevoli di rifiuti di varia tipologia: plastica, vetro, polistirolo, copertoni auto dismessi, metallo, cicche di sigaretta, eccetera. Gli eco-volontarii suggeriscono spesso anche i campi d’intervento che le amministrazioni dovrebbero seguire per eliminare o almeno diminuire la produzione a monte dei rifiuti.

Ad esempio, per citare i principali: casa dell’acqua, raccolta oli esausti, delibere sindacali su abbandono di mozziconi di sigaretta, eliminazione di imballaggi inutili e delle buste di plastica. Ma soprattutto iniziare la strategia “rifiuti zero”, che prevede tra l’altro un servizio di raccolta differenziata bene organizzata, il vuoto a rendere, il riciclo, riuso, riduco: obiettivi prioritari di ogni comune virtuoso. Quanti rifiuti abbandonati in meno si vedrebbero nell’ambiente!

Credo che queste iniziative di rimozione volontaria di rifiuti non debbano essere più una forma di pubblicità o un riconoscimento morale del Ministero dell’Ambiente, o un valido esempio da esercitare sui cittadini svogliati, seppure utili. Finiscono per ridursi a vuote inutili celebrazioni e manifestazioni di facciata. Non si vuole – lo ribadiamo – con questo disconoscere l’importanza dell’esempio encomiabile portato dai volontari. L’abbandono di rifiuti continuerà anche dopo questo esempio e si ritroveranno rifiuti sparsi dovunque nel territorio.

Dovrebbe essere ormai compito delle varie associazioni che promuovono queste iniziative e dei cittadini consapevoli, dopo il silenzio assordante delle amministrazioni comunali, fare un decisivo ulteriore passo in avanti: costringere le suddette ad attivarsi a bonificare i territori del loro comprensorio come le spiagge, i boschi, i fiumi, e non solo. Bisogna dire, ad onor del vero, che alcune amministrazioni (si contano però sulle dita di una mano) fanno il loro dovere dimostrando che quando esiste la volontà politica i problemi si risolvono.

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