Curiosità

Il Caffè, la bevanda della socialità

NAPOLI. Il rito mattutino per eccellenza o comunque uno dei più diffusi al Sud, il caffè è spesso considerato la bevanda della socialità, sia quando lo si gusta in un bar come il Gambrinus sia quando si prepara la moka a casa. Le cause sono scientifiche.

La caffeina è, infatti, l’antagonista non selettivo dei recettori dell’adenosina – il neurotrasmettitore  indicatore della stanchezza –  aumenta la dopamina, il cosiddetto ormone della felicità, e mantiene in circolo adrenalina e noradrenalina, mantenendoci stimolati. Lo ha spiegato Alberto Ritieni, docente di Chimica degli alimenti all’Università Federico II, che ha cercato di sfatare alcuni miti sottolineando che la caffeina non crea dipendenza né aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, a meno che non si abbia già una situazione particolare alle spalle.

Riguardo alle donne in gravidanza, il caffè rilascia una serie di molecole di cui il bambino percepisce l’arrivo, ma l’idea che possa provocare problemi o addirittura aumentare il numero di aborti è stata assolutamente smentita. E ancora, l’espresso non fa ingrassare.

Consumando dosi moderate di caffè si ha un aumento della frequenza cardiaca, oltre a una focalizzazione dell’attenzione e, se non supera i 250 mg al giorno, abbiamo un’azione protettiva dal Morbo di Parkinson e un effetto stimolante sul sistema cardiocircolatorio. Dosi troppo elevate, di oltre 250 mg al giorno, provocano invece stati di tensione, ansia e disturbi del sonno.

Infine, una tazzina nell’organismo ha una vita di due ore perché il fegato “sequestra” la caffeina. Per questo motivo, spesso, dopo aver bevuto il caffè alle otto del mattino, alle dieci ne sentiamo nuovamente la necessità.

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