Cronaca

Camorra, il procuratore Melillo: “Criminalità organizzata e rete di imprese collegate tra loro”

NAPOLI. Sono destinate a far discutere le parole del procuratore capo di Napoli, Giovanni Melillo che, agli Stati Generali della Lotta alle Mafie, ha dichiarato: «Oggi i principali cartelli camorristici coincidono con sofisticate costellazioni di imprese». In riferimento alla camorra e alla criminalità organizzata in generale, il procuratore ha offerto alla platea numerosi spunti di riflessione.

 

Il filo sottile tra impresa e malavita

 

«I cartelli mafiosi hanno leadership che coincidono con posizioni di controllo di ramificate reti di impresa, dove si creano relazioni solidissime. In queste reti – spiega Melillo- è sufficiente che un’impresa fiduciaria di interessi mafiosi si collochi in una posizione dominante per espandere la sua capacità di controllo».

Per Melillo è in atto una «narrazione secondo la quale la camorra sarebbe un ordinario fenomeno delinquenziale in una realtà metropolitana segnata da un forte disagio sociale e dove la realtà giovanile è immersa nell’emarginazione e nella povertà educativa. Tutto questo certamente c’è nella realtà a sottolinea, ma si vedono trasformazioni della devianza giovanile».

«C’è ben altro – conclude Melillo – che resta fuori dal perimetro descrittivo di questa narrazione rassicurante, che tenta di rendere periferica quella realtà rispetto al dibattito pubblico. Alle organizzazioni camorristiche va il riconoscimento tacito della pretesa di assumere direttamente funzioni di rappresentanza in sedi politico-amministrative. In questo senso, il panorama non è per niente edificante» in quanto «si sperimenta la dissolvenza della pubblica amministrazione e di funzioni statuarie fondamentali».

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