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Chi è Giuseppe Conte, il possibile futuro premier del governo M5S-Lega

Da ieri circola la voce, abbastanza fondata, che il prossimo presidente del Consiglio potrebbe essere Giuseppe Conte, un nome vicino al Movimento 5 Stelle ma che potrebbe andare bene anche alla Lega di Salvini. Ma di chi si tratta e chi è Giuseppe Conte?

Chi è Giuseppe Conte

Professore universitario e avvocato civilista, Giuseppe Conte è nato a Volturara Appula (Foggia) nel 1964. Sposato e in seguito separato, ha un figlio di dieci anni e vive a Roma. Qui è titolare di un importante studio legale. Laureatosi in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1988 con 110 e lode, ha proseguito i suoi studi negli Stati Uniti, tra Yale e Duquense, prima di trasferirsi a studiare all’International Kultur Institu di Vienna nel 1993, alla Sorbona in Francia nel 2000, al Girton College, Cambridge, nel Regno Unito nel 2001 e di nuovo negli Stati Uniti, alla New York University nel 2008-2009.

GOVERNO M5S-LEGA, ECCO LA POSSIBILE SQUADRA DEI MINISTRI

Conte è professore ordinario di Diritto privato a Firenze. Inoltre insegna Diritto privato nella facoltà di Economia alla Luiss ed è responsabile scientifico del corso “Giurista d’impresa”.

Il probabile futuro premier fa parte anche del Comitato scientifico della Fondazione italiana del Notariato e di altre associazioni scientifiche, non solo italiane, che si occupano di diritto privato e commerciale.

È anche condirettore della nuova collana Laterza dedicata ai “Maestri del diritto” e componente della commissione Cultura di Confindustria.

Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle

Giuseppe Conte era tra i ministri in pectore presentati da Di Maio alla fine della scorsa campagna elettorale. Indicato come futuro ministro della Pubblica amministrazione, ora potrebbe ritrovarsi a succedere a Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi.

Per chi vota Giuseppe Conte prima di sposare la causa del Movimento 5 Stelle? A rispondere è lui stesso, durante la presentazione dei ministri in pectore appena citata: “In passato ho votato a sinistra. Oggi penso che gli schemi ideologici del ‘900 non siano più adeguati. Credo sia più importante valutare l’operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. E sulla sua capacità di elaborare programmi utili ai cittadini”.

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