Cronaca

Cosimo Di Lauro, mistero sulla morte e sulle condizioni in carcere: disposta l’autopsia

Le indagini sulle condizioni in carcere

È da poche ore che si è appresa la morte di Cosimo Di Lauro. Questa mattina è deceduto presso il carcere di Opera (Milano) alle 7,10 Cosimo Di Lauro, primogenito del capoclan di Secondigliano Paolo. Il boss era rinchiuso in regime di 41 bis nel carcere milanese dal 2005 quando fu arrestato nel corso di un maxi blitz dei carabinieri al Terzo Mondo (Rione dei fiori) del suo quartiere. La comunicazione è giunta dall’amministrazione penitenziaria al suo legale, Saverio Senese. Di Lauro, che stava scontando diversi ergastoli, era indicato come il regista della faida che nel 2004 portò nell’area nord oltre cento morti.

Morte di Cosimo Di Lauro, mistero sulle condizioni di salute

Secondo quando si è appreso è stata disposta l’autopsia. Oramai da tempo le sue condizioni psicologiche erano precarie. Era infatti detenuto nel reparto centro clinico all’interno del carcere di Opera a causa della diverse patologie di cui soffriva- Anche per questo era sempre sotto osservazione. Si dice che non parlasse e socializzasse con nessuno, si era rintanato nel silenzio più totale tant’è che era stata chiesta anche una perizia psichiatrica.

I problemi psichici

Alle 7.10 la comunicazione all’avvocato difensore Saverio Senese: “Il suo assistito è deceduto”. Aveva 49 anni ed era recluso per 416 bis e omicidio. La difesa aveva chiesto più volte una perizia su Di Lauro per turbe psichiche sospette. Sono ignote ancora le cause del decesso.

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