Cronaca

De Luca contro il Comune: nuova polemica sui finanziamenti destinati al San Carlo

Il Ministero dei Beni Culturali ha chiarito che tutto l'iter è corretto

Alla fine, dopo settimane di frizioni, ieri 19 maggio, sembra finalmente il momento della distensione sul San Carlo.Ma non rinuncerò mai a dire quello che penso“, dice il governatore De Luca riferendosi sempre ai finanziamenti. Accanto c’è invece il soprintendente del cittadino Massimo Stéphane Lissner che si spertica a lodi per palazzo Santa Lucia. Anche se ieri si apre un altro piccolo fronte di scontro tra Regione e Comune. Non solo per la passata gestione de Magistris ma anche con gli accresciuti consigli sulla passata di sindaci in base a una normativa nazionale, come chiariscono nel pomeriggio da palazzo San Giacomo. Ma tant’è perché il governatore mena fendenti: “Le critiche su chi si alza lo ora valgono per tutti, non so chi lo sta facendo. anche l’ amministrazione comunale nuova è una delle prime cose che ha fatto? Che sia lapidata”.

Le polemiche di De Luca sui finanziamenti destinati al San Carlo

Come riportato da Il Mattino, tutto nasce dalla polemica, innescata sempre da De Luca, sullo sfondo della direttrice generale della Fondazione Teatro San Carlo, Emmanuela Spedaliere. Emolumenti su cui, ricordiamolo, il ministero dei Beni Culturali, investito direttamente della questione, ha chiarito come tutto l’iter sia stato corretto.

Ma De Luca ritorna sul tema anche ieri a margine della presentazione della piattaforma digitale della cultura, finanziata proprio dalla Regione: “Aumentarsi gli stipendi, nel momento in cui c’è una crisi drammatica nel Paese e abbiamo la gente che non riesce ad arrivare a fine mese, mi pare una cosa sgradevole, sbagliata e inaccettabile”.

Poi i giornalisti gli ricordano che anche il Comune di Napoli ha aumentato gli stipendi e lui di rimbalzo ironizza: “Che siano lapidati. L’unico che dovrebbe aumentarerselo è il presidente della Regione, ma nessuno ci pensa perché siamo in un mondo di malviventi…“.

Gli aumenti degli stipendi: per chi sono previsti

Gli aumenti degli stipendi previsti da San Giacomo dovrebbero scattare già dal prossimo bilancio con un aumento graduale (circa il 40 per cento dell’incremento) da quest’anno al 2024. Norma da applicare ai primi cittadini e, a cascata, per assessori sino a presidenti e assessori di Municipalità.

I finanziamenti

E sempre in tema di soldi si riapre scontro, in parte sempre lo sul San Carlo. “Siamo stati l’istituzione che da sempre ha sostenuto, sostiene e sosterrà il teatro. Ci auguriamo che tutte le istituzioni facciano la propria parte, io mi indigno se apprendo dopo tre anni che il contributo del Comune di Napoli era magari una truffa perché non c’era neanche un euro”, attacca sempre De Luca riferendosi alla vecchia gestione de Magistris (non sono stati mai versati per il teatro 600mila euro da parte di palazzo San Giacomo per due anni). Soldi che, si è scoperto poi con la nuova governance non sono mai stati messi a bilancio.

Questo argomento è stato già affrontato con Manfredi: “Gli ho spiegato che dobbiamo muoverci – continua De Luca – in direzione di un riequilibrio, anche perché il Comune ha avuto un sostegno importante dal governo e mi pare un riequilibrio. Niente di più, ma anche niente di meno”.

Infine un fendente sulle norme nazionali che dovrebbero venire al comune dell’indirizzo nel punto di consiglio. Aspetto mai digerito dall’ex sindaco di Salerno. “Negli anni passati la Regione pagava al San Carlo il triplo di quanto la Lombardia versa alla Scala. Questa è una cosa che in natura non può esistere. In tutta la realtà italiana il comune capoluogo finanzia di più della Regione, che ha una funzione di supporto ma non principale. Ma a Napoliconclude De Lucaper decenni ha prevalso una linea innaturale: c’è chi paga e chi decide, e questo nel mondo degli umani non può esistere”.

Subito dopo replica sovrintendente del lirico Stephan Lissner: “È una legge italiana quando sono stato alla Scala lo Stato contribuiva con 35 milioni, Milano con due milioni, però il sindaco era il presidente della fondazione. Non c’entra niente chi dà più o meno: è una legge che va applicata“.

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