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Decreto dignità, Di Maio: “Da oggi comincia la lotta al precariato giovanile”

“Da oggi comincia la lotta al precariato giovanile. I giovani sappiano che c’è un ministero che sta lavorando per loro. I governi precedenti li hanno resi invisibili e senza voce, a volte persino insultati, noi da oggi per la prima volta diamo loro voce e dignità. Loro li volevano deboli, noi li vogliamo come colonna portante del cambiamento”. Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, in merito al cosiddetto decreto dignità che si propone di contrastare il precariato giovanile.

Il decreto dignità di Luigi Di Maio

“Ieri ho fatto una video call con i rappresentanti dei riders, che è un termine inglese per definire i fattorini che, a bordo di bici, fanno consegne di pasti a domicilio. Con questi ragazzi abbiamo parlato in maniera molto libera e diretta. Sono una categoria nuova di lavoratori che non hanno praticamente nessuna tutela in questo momento. A loro vogliamo garantire diritti come tutti gli altri lavoratori e con il Decreto Dignità lo faremo. A breve ci sarà anche un incontro con i loro datori di lavoro”, scrive Di Maio sul blog del Movimento 5 Stelle.

Questi ragazzi – spiega – avranno finalmente tutte le tutele Inps e Inail, un salario minimo orarioe vogliamo espressamente proibire la retribuzione a cottimo. Porteremo questo decreto al primo consiglio dei ministri utile, spero entro la fine di giugno in modo da risolvere la situazione in poche settimane”.

Questione riders

Con questo decreto facciamo anche un’altra cosa: creiamo un precedente internazionale per tutti i lavoratori “digitali”. Perché in Italia nel 2018 ci sono nuove categorie di lavoratori che le norme non sanno come e dove collocare. Questo vale per i riders, ma anche per tantissimi giovani che hanno iniziato la loro carriera con lavori nuovi e “on demand”, prosegue il ministro.

I riders sono simbolo di una generazione abbandonata, ma che da oggi ha lo Stato dalla sua parte. Finora i loro problemi di precarietà e sicurezza sono stati sottovalutati o ancora peggio ignorati. Questi ragazzi rischiano la vita e nessuna assicurazione li tutela. È davvero incredibile che sia passato così tanto tempo prima che venissero riconosciuti loro i diritti elementari. Col Decreto Dignità finalmente sarà così”, conclude.

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