Cronaca

Duplice omicidio in casa a Ponticelli, ucciso anche l’operaio: stava sistemando una zanzariera

Duplice omicidio in casa a Ponticelli, ieri mattina 20 luglio. Le vittime sono il 29enne Carlo Esposito e il 56enne Antimo Imperatore

Duplice omicidio in casa a Ponticelli, ieri mattina 20 luglio. Le vittime sono il 29enne Carlo Esposito – reale obiettivo del raid, ritenuto una figura apicale del clan De Martino-De Micco, detto dei Bodo XX – e l’operaio Antimo Imperatore, vittima per caso della furia dei clan: l’uomo, un 56enne, si trovava nell’appartamento solo per installare una zanzariera. Lo riporta l’odierna edizione de Il Mattino. 

Duplice omicidio a Ponticelli, chi sono le vittime

Il presunto responsabile del raid è stato sin dalle primissime ore successive all’agguato individuato, sarebbe stato lui stesso a consegnarsi immaginando forse che in pieno giorno tanti occhi del rione lo avessero riconosciuto. “Sono stato io” avrebbe detto ai pm. Si tratterebbe di una faida tutta interna al clan De Martino-De Micco perché il sospettato dei due omicidio, un 37enne, è anch’egli affiliato allo stesso clan del 29enne Esposito.

Nei confronti del 37enne è stato emesso già nella giornata di ieri dalla procura partenopea (pm Antonella Fratello, Simona Rossi, Urbano Mozzillo, sotto la supervisione di Rosa Volpe) un fermo di indiziato delitto.

La famiglia di Imperatore: “Ucciso mentre montava una zanzariera”

I familiari di Antimo Imperatore sostengono che il 56enne sia stato ucciso per sbaglio. Aveva piccoli precedenti, ma non appare inquadrabile nel clan né coinvolto in attività criminali. Stando a quanto è emerso, si arrangiava con piccoli lavori di manutenzione negli appartamenti.

La denuncia di Sandro Ruotolo

“Un duplice omicidio di camorra in un appartamento di via Montale a Ponticelli nell’Area Est di Napoli. Due persone massacrate a colpi di pistola dai killer del clan che scuotono ancora di più residenti e commercianti obbligati a vivere in un perenne coprifuoco tra omicidi, stese e attentati dinamitardi. Si tratta dell’ennesimo fatto di sangue che si è verificato a poche ore dall’arresto del boss Emmanuel De Luca Bossa e di altre tre persone, tra cui un minorenne irreperibile, per aver effettuato ad inizio luglio una ‘stesa’ in viale Margherita a Ponticelli e minacciato in un altro episodio con una mitraglietta Skorpio dei poliziotti. Siamo stanchi di ripeterlo: il debordare della violenza a Napoli deve diventare questione nazionale.

È minacciata la convivenza civile e l’incolumità pubblica. A Napoli, in questo momento, potrebbe accadere di tutto. È vero, c’è forte attenzione da parte del ministro dell’Interno, sono stati inviati più poliziotti e rinforzi a Napoli. C’è un grande lavoro della magistratura e di tutte le forze dell’ordine. Ma tutto questo non basta. Lo Stato deve fare di più, intervenire a 360 gradi: mettere mano al disastro sociale, educativo, culturale di intere generazioni lasciate allo sbando e disponibili ad ingrossare le fila del sistema criminale. Ogni anno oltre seimila minori entrano nel circuito carcerario per reati commessi, figli di camorra, in maggioranza recidivi. Al contrario, ce lo dice l’Istat, tanti giovani napoletani e campani preferiscono andare via, scappare e costruire altrove il proprio futuro. Bisogna fare presto, Napoli va disarmata”. Lo afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo.

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