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Elezioni politiche 2018, per i sondaggi vincerebbe il centrodestra

NAPOLI. Il centrodestra vincerebbe le elezioni: il condizionale è d’obbligo, in quanto si tratta “semplicemente” di sondaggi e non una sola volta nella storia i sondaggi (al pari degli exit poll) sono stati poi sovvertiti dall’esito elettorale.

Il sondaggio relativo alla Camera dei deputati

Nello speciale del quotidiano Repubblica pubblicato oggi si fa riferimento a una “analisi collegio per collegio sugli scontri uninominali per Montecitorio. Per il Movimento 5 Stelle solo 4 collegi sicuri. Ma i numeri indicano chiaramente come solo il centrodestra può ottenere la maggioranza. Almeno stando ai sondaggi di queste settimane”, come scrive il quotidiano. Lo speciale si riferisce solamente alla Camera dei deputati.

Secondo Repubblica al centrodestra, che parte da un bottino sicuro di 259 seggi (115 uninominali), basta conquistare 57 di quei collegi incerti (87, per la precisione) per avere la maggioranza di 316 deputati a Montecitorio.

Al Pd, che conta su 133 seggi blindati (24 uninominali) non resta che sperare che la battaglia al Sud tra 5 Stelle e centrodestra volga a favore dei primi, che partono da 112 possibili deputati (solo 4 nell’uninominale). Magari non troppo, perché Renzi punta al gruppo parlamentare più numeroso per restare in partita se il centrodestra fallisce la maggioranza assoluta.

Elezioni 2018, chi vince al Sud

Secondo lo studio del professore Vassallo il centrodestra parte da un vantaggio di 144 seggi sicuri nelle liste proporzionali e di 115 nell’uninominale. Totale: 259 deputati. Per arrivare a quota 316 al centrodestra servono almeno altri 57 seggi. Dove può prenderli? Il terreno per fare nuove conquiste è soprattutto il Mezzogiorno, visto che al Nord la coalizione sembra già molto forte.

In particolare, come si vede dai dati delle singole regioni, è in Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia e Basilicata che la partita sembra apertissima, con quasi tutti i collegi, 31 per l’esattezza, ancora da assegnare. In Campania, invece, sembra che il centrodestra – secondo i sondaggi – abbia già vinto.

Ma a contenderseli con il centrodestra sono solo i 5 Stelle, mentre la coalizione di centrosinistra perderebbe ovunque. Un destino che sembra toccare anche le contestate candidature di Viceconte e Mancini.

Lo studio del professor Salvatore Vassallo

A questo risultato approda la simulazione elaborata da Salvatore Vassallo, professore ordinario di Scienza politica all’Università di Bologna, che Repubblica oggi fotografando i rapporti di forza tra i tre principali poli in tutti i collegi uninominali della Camera, (domani – scrive Repubblica – quelli del Senato).

Lo studio si basa solo sui sondaggi delle ultime due settimane, ma anche sui flussi da un partito all’altro applicati ai risultati delle politiche 2013 in ogni collegio del Rosatellum. Naturalmente si tratta di stime approssimative e, al netto del normale margine di errore statistico, gli elettori possono riservare sorprese.

I collegi segnalati in blu sono da considerare ‘sicuri’ per il centrodestra; quelli in rosso per il centrosinistra; quelli in giallo per il Movimento 5 Stelle. Tutti gli altri sono al centro della contesa tra due o tre candidati: cliccate sul collegio per vedere le percentuali e quale coalizione è effettivamente in corsa o meno.

“Le simulazioni qui pubblicate non derivano da un singolo sondaggio ma sono il prodotto di una mia personale elaborazione, svolta sulla base di una molteplicità di fonti, tra cui anche i dati di due rilevazioni campionarie cortesemente messe a mia disposizione da SWG, da cui ho ricavato una “matrice dei flussi”, cioè degli spostamenti dell’elettorato da un partito all’altro, differenziati per macro-aree, che ho applicato ai risultati elettorali del 2013 in ciascun collegio del Rosatellum. Il modello è stato costruito assumendo che ogni partito ottenga sul piano nazionale un risultato pari a quello previsto dalla media dei sondaggi sulle intenzioni di voto pubblicati nelle ultime due settimane. Assume quindi anche che le varie liste minori alleate del Pd e la “quarta gamba” del centrodestra non superino la soglia del 3% ma, prendendo poco più dell’1%, portino in dote questi voti ai partiti maggiori sul proporzionale in cambio di qualche seggio in collegi uninominali sicuri. Naturalmente, non è affatto detto che il 4 marzo gli italiani voteranno così. E cambiamenti di pochi punti percentuali, dentro il normale margine di errore statistico, possono produrre variazioni importanti nella ripartizione dei seggi”. (Estratto da Repubblica del professor Salvatore Vassallo)

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