Cronaca

Scambiati per ladri e uccisi, Palumbo: “Ho preferito avvertire i carabinieri perché ero preoccupato. Avevo paura che erano usciti dall’auto”

L'uomo avrebbe  risposto alle domande del pm e degli avvocati

Emergono dettagli sull’omicidio a Ercolano dei due ragazzi scambiati per ladri: sarebbero stati uccisi da Vincenzo Palumbo, autotrasportatore 54enne. L’uomo avrebbe  risposto alle domande del pm e degli avvocati, nel corso dell’udienza del processo a Napoli avvenuta nella giornata di oggi, 27 settembre. Con una pistola Beretta calibro 40 Vincenzo Palumbo ha esploso 11 colpi contro la Fiat Panda in cui c’erano Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro.

Ercolano, scambiati per ladri e uccisi: Palumbo risponde alle domand

L’uomo avrebbe  risposto alle domande del pm e degli avvocati, nel corso dell’udienza del processo a Napoli avvenuta nella giornata di oggi, 27 settembre.

“Non ha avuto l’impulso di soccorrere dopo avere sentito i lamenti?”, ha chiesto all’imputato il pm Luciano D’Angelo. “No, – ha risposto Palumbo – ho preferito avvertire i carabinieri perché ero preoccupato, avevo paura che erano usciti dall’auto e si erano nascosti”.

I colpi

Cinque ogive hanno raggiunto l’auto con a bordo i due ragazzi, colpita mentre si stava allontanando. I due giovani sono stati raggiunti alla testa dai colpi di pistola, dopo che i proiettili avevano perforato il tetto dell’autovettura. A confermare che i colpi sono stati esplosi mentre l’auto si allontanava dall’abitazione di Palumbo, sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite dagli inquirenti.

Ragazzi uccisi Ercolano, fermato per duplice omicidio il camionista

È stato fermato nella notte il camionista di 53 anni Vincenzo Palumbo, l’uomo che a Ercolano ha sparato e ucciso due ragazzi scambiandoli per ladri. “Il mio assistito è enormemente dispiaciuto del tragico epilogo, chiede scusa ai familiari. È profondamente addolorato. Si resta in attesa che le Autorità Giudiziarie facciano il loro decorso“, afferma l’avvocato Francesco Pepe, che lo difende con l’avvocato Fioravante De Rosa. Nelle prossime ore il fermo dovrà essere convalidato dal giudice

Il fermo per aver sparato sei volte e colpito mortalmente anche alla testa Giuseppe Fusella 26 anni e Tullio Pagliaro, 27 anni, due ragazzi che abitavano a Portici, a poca distanza l’uno dall’altro, fermi a chiacchierare in auto nei pressi della sua villetta in via Marsiglia, scambiati da lui per ladri. Questa almeno la sua versione.

Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella, rispettivamente 27 e 26 anni, sono stati uccisi la scorsa notte in provincia di Napoli. Le salme sono state trasportate al Policlinico di Napoli per gli esami medico legale. Nella serata di giovedì 28 ottobre si sarebbero recati a un campo di calcetto che si trova poco lontano dal luogo della tragedia.

Poi sulla strada del ritorno si sarebbero fermati a scambiare due chiacchiere in auto. E il proprietario di una villetta avrebbe aperto il fuoco contro di loro temendo di trovarsi dinanzi a due ladri. L’uomo, pare vittima in passato di furti, ha esploso diversi colpi con una pistola detenuta legalmente. La sua posizione è adesso al vaglio degli inquirenti.

Le scuse di Vittorio Palumbo

Vincenzo Palumbo chiede scusa ai familiari di Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, i giovani di 26 e 27 anni che ha ucciso credendoli ladri a Ercolano (Napoli). “Non voleva uccidere, anche lui è profondamente addolorato”, ha dichiarato l’avvocato difensore Francesco Pepe.

Il racconto

Una donna che abita nella stessa strada teatro del duplice omicidio ha raccontato: “Intorno alle 1.30 ho sentito quattro o cinque colpi di arma da fuoco e ho pensato che fossero fuochi di artificio, anche perché qui in zona spesso c’è l’usanza di accendere fuochi. Subito sirene e forze dell’ordine sul posto e mi sono spaventata molto”.

La condanna

“La nostra città è sconvolta da quanto accaduto la scorsa notte a San Vito. Una tragedia che ha colpito profondamente la nostra comunità. Questo è il momento del silenzio. Al momento gli inquirenti stanno accertando l’esatta dinamica dell’accaduto. Il mio pensiero come sindaco e come padre è per le famiglie colpite da questa immane tragedia” scrive il sindaco Ciro Buonajuto.

Palumbo ai carabinieri: “Venite, ho sparato a due ladri”

A chiamare i carabinieri è stato lo stesso uomo che ha sparato, il camionista 53enne Vincenzo Palumbo. Ha contattato il 112 e ha detto di avere sparato a due ladri davanti a casa sua. I proiettili sarebbero stati esplosi da una posizione frontale.

Non è chiaro se l’uomo abbia sparato dal balcone o dalle scalette laterali della villetta, quindi da una posizione quasi a livello strada, o se sia invece uscito di casa. Sul posto i militari hanno rinvenuto l’automobile ferma contro un muretto alcune decine di metri più in basso, una ruota era saltata nell’urto. I due giovani erano entrambi già morti; uno era ancora dentro, l’altro era invece a terra, forse sbalzato fuori quando la vettura è andata a sbattere.

Una vicenda tragica e surreale

Una vicenda al tempo stesso tragica e surreale, che ha sconvolto non solo Ercolano e Portici, le città in cui i due giovani trascorrevano la maggior parte del loro tempo, ma tutta Italia. Sembra impossibile che siano stati scambiati per ladri due ragazzi modello.

Tullio di recente aveva postato con rilievo su Facebook il logo del negozio che gestiva con il padre in via Benedetto Cozzolino, nel centro di Ercolano, che si chiama oVas: una rivendita all’ingrosso di porcellane e vasellame molto conosciuta nella zona. Era attaccatissimo al suo lavoro e felice di aiutare il genitore nelle sue attività nonostante la fatica e gli orari impossibili. Giuseppe invece studiava Scienze motorie. I due amici si frequentavano da bambini e spesso andavano in vacanza insieme: avevano visitato diverse capitali europee. Ma era capitato anche che Giuseppe fosse partito con tutta la famiglia di Tullio, che lo considerava come un altro figlio.

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