Cronaca

Il figlio di Gigi D’Alessio tra i “clienti” del clan Moccia: debiti per 30mila euro

Scacco al clan Moccia di Afragola, questa mattina sono stati 13 gli arresti effettuati, tra Roma e Napoli. Ad eseguire il blitz sono i carabinieri del nucleo investigativo di Roma. Tra i “clienti” anche il figlio di Gigi D’Alessio, Claudio. L’accusa per gli esponenti del clan è esercizio abusivo del credito, D’Alessio “necessitavano dei prestiti, pretendendo interessi variabili senza autorizzazione”.

Il figlio di Gigi D’Alessio nella rete del clan Moccia

In un’intercettazione, secondo quanto riporta l’AdnKronos,  D’Alessio parla con Marco Claudio De Sanctis, presidente del Mantova Football Club, il quale anche lui aveva ricevuto denaro in prestito ed entrambi si lamentano delle pressioni dei Moccia dai quali avevano ricevuto denaro in prestito “Se tu non blocchi un attimo la situazione e dai il tempo di respirare e di organizzarsi, qui non si andrà mai da nessuna parte, e quindi dico… cioè, non è che uno va a rubare la mattina che all’improvviso io ti posso chiudere…. Serve un attimo di respiro fammi lavorare, fammi fare e poi si stabilisce un piano di rientro”, diceva D’Alessio.

Il blitz

I militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale DDA, nei confronti di 13 persone, indagate a vario titolo per i reati di estorsione e fittizia intestazione di beni, aggravati dal metodo mafioso, nonché esercizio abusivo del credito. Tra i destinatari dell’ordinanza anche Angelo e Luigi Moccia, capi dell’omonimo clan camorristico.

Le indagini

L’indagine dei Carabinieri, avviata nel 2017, poco tempo dopo la scarcerazione di Angelo Moccia, ha permesso di documentare gli interessi economici del clan nella Capitale ed, in particolare, la gestione sotto diverso nome di varie attività commerciali, un’estorsione con metodo mafioso ed il reimpiego di capitali illeciti in investimenti immobiliari ed in macchine di lusso. Il tutto attraverso fittizie intestazioni volte ad evitare che i beni in questione finissero sotto la scure delle misure di prevenzione.

Il sequestro

I Carabinieri contestualmente hanno  esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, anche ai fini della confisca, di parte del patrimonio del clan. Si tratta di beni dal valore complessivo di circa 4 milioni di euro, ricostruito e individuato nel corso delle indagini.

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