Curiosità

I giochi tipici della tradizione campana

La Campania è una regione che vanta una storia millenaria, una cultura variopinta e ricca di particolarità. Questo lo ritroviamo in molti aspetti della vita quotidiana del luogo

La Campania è una regione che vanta una storia millenaria, una cultura variopinta e ricca di particolarità. Questo lo ritroviamo in molti aspetti della vita quotidiana del luogo, a ogni livello. In particolare, il gioco ha espresso in modo molto significativo lo spirito d’aggregazione campano. I giochi tipici della tradizione campana sono molti e di diverso genere.

Negli ultimi anni la connessione internet ha cambiato per sempre il nostro modo di vivere il tempo libero. Chiunque possegga uno smartphone può scaricare migliaia di giochi da Google Play Store o da Mac App Store. Ogni giorno milioni di persone si connettono alla rete per sfidare giocatori dall’altra parte mondo. Se un tempo per giocare alla roulette era necessario recarsi in una sala da gioco, oggi basta connettersi a una piattaforma online in qualsiasi momento della giornata. In un contesto come questo i giochi tradizionali sembrano aver perso di attrattiva, ma non è così. Come si riscopre la canzone, la cucina e il teatro popolare, si riscopre anche il gioco. Diverse associazioni si stanno impegnando per la conservazione dei giochi tipici campani, promuovendo un modo molto antico di stare insieme. Tra i giochi tradizionali più diffusi troviamo:

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Fonte: Pixabay Autore: proyectortm

Lo strummolo

Lo strummolo è una trottolina di legno a forma conica, che al vertice ha una punta metallica. Ha diverse scanalature concentriche incise sulla sua superficie. Intorno a queste scanalature si avvolge una cordicella. Srotolando con un colpo deciso di mano questa cordicella si imprime un moto rotatorio allo strummolo, che inizia a girare su sé stesso, facendo perno proprio sulla sua punta metallica. Gli strummoli venivano lanciati e vinceva quello che ruotava più a lungo, cadendo per ultimo. Ovviamente, gli strummoli di migliore fabbricazione erano quelli realizzati con il legno più pregiato, studiati accuratamente per bilanciare al meglio il loro peso. Quando uno strummolo era scadente, invece, veniva chiamato “tiriteppe”. Anche il fatto che la cordicella di uno strummolo fosse corta era un problema per i giocatori. Ancora oggi quando ci si trova in una situazione complessa e a un fatto sgradevole se ne aggiunge un altro, in napoletano si dice: “s’è aunito ‘o strummolo ‘a tiriteppe e ‘a funicella corta”.

Il carruocciolo

Il nome “carruocciolo” deriva dal latino “carroccium” ovvero “piccolo carro”. Il carruocciolo veniva costruito utilizzando due assi di legno e qualche ruota. In un certo senso, era una sorta di slittino da strada, un antenato del più moderno skateboard. I ragazzi lo usavano molto spesso per lanciarsi da ripide discese. Il gioco era molto diffuso a Napoli e lo è rimasto fino agli anni Cinquanta. Con la crescente diffusione delle automobili, giocare in città con carretti privi di freni è divenuto poi troppo pericoloso.

Mazza e pivezo

Mazza e pivezo è una sorta di antenato campano del baseball. Per giocare a mazza e pivezo (letteralmente “mazza e pezzo”) occorre un bastone e un pivezo, detto anche piuzo o pivuzo, “pilso(um)” in lingua latina, ovvero pezzetto di legno, fuscello. Il pezzetto di legno è appuntito e misura circa 15 cm. Si gioca sulla terra, tracciandovi un cerchio con la mazza da gioco. Questo cerchio ha un diametro di cerca due metri. Si colpisce con la mazza la punta del pivezo, che è a terra. Quando il pivezo si solleva occorre colpirlo nuovamente al volo, cercando di lanciarlo più lontano possibile. L’altro giocatore, raggiunto il pivezo, deve lanciarlo nel cerchio. Il cerchio è difeso da un battitore, che tenta di ribattere indietro il pivezo. Se l’attaccante riesce a far entrare il pivezo nel cerchio ci si scambiano quindi i ruoli.

Il pallamaglio

Il pallamaglio è un gioco campano molto interessante, che per molti aspetti può essere considerato un predecessore del golf e del polo. Si gioca utilizzando una mazza con la testa a martello. Questa viene utilizzata per colpire una palla di legno, o di qualche altro materiale duro, facendo in modo che questa segua un percorso prestabilito.

La ciaccia

La ciaccia è l’equivalente campano dello “schiaffo del soldato”. Molto probabilmente questo nome deriva dall’onomatopea “cià cià”, ovvero dal colpo di una mano contro il palmo di un’altra mano. Un giocatore svolga la parte della “madre”, ovvero controlla che tutto il gioco si svolga regolarmente. Un altro giocatore viene sorteggiato e “va sotto”, ovvero si mette con il viso sulla spalla della madre con una delle due mani si copre il viso, mentre espone il palmo dell’altra. Gli altri partecipanti al gioco devono quindi dare uno schiaffo alla mano esposta di colui che “sta sotto”. Questo deve quindi voltarsi per indovinare quale giocatore gli ha dato un colpo, cercando di riconoscerlo solo dalla mano e dalla violenza della schiaffo. Se colui che ha colpito viene riconosciuto da colui che “sta sotto”, “andrà sotto” lui stesso.

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Fonte: Pixabay Autore: Jorjoson

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