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Giugliano in Campania, i redditi dei politici. Quanto guadagnano sindaco, assessori e consiglieri?

Quanto guadagnano sindaco, assessori e consiglieri comunali di Giugliano in Campania? Ecco i redditi del sindaco Antonio Poziello, degli assessori e dei consiglieri comunali. I redditi sono stati acquisiti dal sito ufficiale del Comune e dall’amministrazione trasparente.

Quanto guadagnano sindaco, assessori e consiglieri di Giugliano in Campania?

Quasi tutti gli attuali amministratori in carica ha pubblicato sul sito ufficiale del Comune di Giugliano in Campania i propri dati reddituali. Il sindaco Antonio Poziello, la giunta ed il consiglio comunale hanno pubblicato nell’area adibita all’Amministrazione Trasparente i dati relativi alla situazione reddituale degli anni scorsi.

Comune di Giugliano in Campania: i redditi degli amministratori

  • Antonio Poziello (sindaco)
    • Professione: impiegato
    • Reddito 2017: 54.470 euro
    • Reddito 2016: 54.543 euro
    • Reddito 2015: 35.630 euro
    • Reddito 2014: 26.696,73 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: nessuno
  • Domenico Pianese (vice sindaco)
    • Professione: Professore Universitario alla “Federico II”
    • Reddito 2017: 127.967 euro
    • Reddito 2016: 154.960 euro
    • Reddito 2015: 138.299 euro
    • Beni immobili: tre proprietà
    • Beni mobili: un’auto e una moto
  • Adolfo Grauso (assessore)
    • dati non comunicati
  • Giulio Di Napoli (assessore)
    • dati non comunicati
  • Carla Rimoli (assessore)
    • dati non comunicati
  • Miriam Marino (assessore)
    • dati non comunicati
  • Cristoforo Tartarone (assessore)
    • dati non comunicati
  • Gennaro D’Orta (assessore)
    • dati non comunicati
  • Laura Poziello (assessore)
    • Professione: Avvocato
    • Reddito 2017: 8.918 euro
    • Reddito 2016: 9.303 euro
    • Reddito 2015: 1.710 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: nessuno
  • Paolo Conte (assessore)
    • dati non comunicati
  • Luigi Sequino (presidente del consiglio comunale)
    • Professione: Avvocato
    • Reddito 2017: 38.148 euro
    • Reddito 2016: 32.462 euro
    • Reddito 2015: 14.324 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: un’auto
  • Francesco Aprovitola (consigliere comunale)
    • Professione: Imprenditore
    • Reddito 2017: 67.503 euro
    • Reddito 2016: 48.645 euro
    • Reddito 2015: 187.415 euro
    • Beni immobili: quattro proprietà
    • Beni mobili: un’auto
  • Pasquale Casoria (consigliere comunale)
    • Professione: Dipendente
    • Reddito 2017: 40.564 euro
    • Reddito 2016: 40.126 euro
    • Reddito 2015: 34.285 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: un’auto
  • Paolo Liccardo (consigliere comunale)
    • Professione: Commercialista
    • Reddito 2017: 34.319 euro
    • Reddito 2016: 28.143 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: nessuno
  • Agostino Palumbo (consigliere comunale)
    • Professione: Dipendente
    • Reddito 2017: 4.159,44 euro
    • Reddito 2016: 6.716,15 euro
    • Reddito 2015: 9.927 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: nessuno
  • Giovanni Russo (consigliere comunale)
    • Professione: Medico
    • Reddito 2017: 522 euro
    • Reddito 2016: 0 euro
    • Reddito 2015: 0 euro
    • Beni immobili: cinque proprietà
    • Beni mobili: un motociclo
  • Giuseppe Di Girolamo (consigliere comunale)
    • Professione: addetto A.O.R.N.
    • Reddito 2017: 40.932 euro
    • Reddito 2016: 44.204 euro
    • Reddito 2016: 45.866 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: un’auto
  • Marianna Tartarone (consigliere comunale)
    • Professione: imprenditrice
    • Reddito 2017: 12.181 euro
    • Reddito 2016: 7.212 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: nessuno
  • Domenico Cecere (consigliere comunale)
    • Professione: settore vendite azienda agricola
    • Reddito 2017: 26.140 euro
    • Reddito 2016: 20.155 euro
    • Reddito 2015: 10.411 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: un’auto e uno scooter
  • Paolo Ciccarelli (consigliere comunale)
    • Professione: Ingegnere
    • Reddito 2017: 10.646 euro
    • Reddito 2016: 17.338 euro
    • Reddito 2015: 17.054 euro
    • Beni immobili: due proprietà
    • Beni mobili: nessuno
  • Giulia Palma (consigliere comunale)
    • Dati non dichiarati
  • Francesco Iovinella (consigliere comunale)
    • Professione: Libero Professionista
    • Reddito 2017: 10.020 euro
    • Reddito 2016: 17.882 euro
    • Reddito 2015: 20.986 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: un’auto e uno scooter
  • Aniello Cecere (consigliere comunale)
    • Professione: Medico
    • Reddito 2017: 113.517 euro
    • Reddito 2016: 119.000 euro
    • Reddito 2015: 111.064,83 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: un’auto
  • Antonietta Russo (consigliere comunale)
    • Professione: Medico
    • Reddito 2017: 118.230 euro
    • Reddito 2016: 91.143 euro
    • Reddito 2015: 125.706 euro
    • Beni immobili: tre proprietà
    • Beni mobili: un’auto
  • Andrea Guarino (consigliere comunale)
    • Professione: Imprenditore
    • Reddito 2017: 11.296 euro
    • Reddito 2016: 14.212 euro
    • Reddito 2015: 12.166 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: un’auto
  • Roberto Russo (consigliere comunale)
    • Professione: Imprenditore
    • Reddito 2017: 13.275 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: nessuno
  • Francesco Carlea (consigliere comunale cessato)
    • Professione: Dirigente Medico
    • Reddito 2017: 82.599 euro
    • Reddito 2015: 77.589,37 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: un’auto
  • Martina Zenna (consigliere comunale)
    • Professione: studentessa
    • Reddito 2017: 8.558 euro
    • Reddito 2016: 8.702 euro
    • Reddito 2015: 1.298 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: un’auto
  • Gennaro Di Gennaro (consigliere comunale)
    • Professione: Imprenditore
    • Reddito 2017: 15.818 euro
    • Reddito 2016: 16.780 euro
    • Beni immobili: tre proprietà
    • Beni mobili: tre veicoli
  • Carlo Carleo (consigliere comunale)
    • Reddito 2017: 31.058 euro
    • Beni immobili: cinque proprietà
    • Beni mobili: nessuno
  • Giuseppe D’Alterio (consigliere comunale)
    • Professione: Guardia Giurata
    • Reddito 2017: 14.672 euro
    • Reddito 2016: 13.876 euro
    • Reddito 2015: 9.708,76 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: un’auto e uno scooter
  • Rosario Ragosta (consigliere comunale)
    • Professione: Impiegato
    • Reddito 2017: 20.348 euro
    • Reddito 2016: 10.815 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: nessuno
  • Raffaele Migliaccio detto Lello (consigliere comunale)
    • Professione: Impiegato Amministrativo
    • Reddito 2017: 40.780 euro
    • Reddito 2016: 37.275 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: uno scooter
  • Luigi Guarino (consigliere comunale)
    • Professione: Agente Immobiliare
    • Reddito 2017: 18.709 euro
    • Reddito 2016: 17.798 euro
    • Reddito 2015: 9.890 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: un’auto e uno scooter
  • Alfonso Sequino (consigliere comunale)
    • Professione: Sott.le Aereonautica Militare
    • Reddito 2017: 39.196 euro
    • Redidto 2016: 39.165 euro
    • Reddito 2015: 33.438 euro
    • Beni immobili: due proprietà
    • Beni mobili: un’auto e uno scooter
  • Vincenzo Basile (consigliere comunale)
    • Professione: medico
    • Reddito 2017: 152.434 euro
    • Reddito 2016: 126.871 euro
    • Reddito 2015: 116.692 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: due auto
  • Anna Russo (consigliere comunale)
    • Professione: Studentessa
    • Reddito 2017: 10.676 euro
    • Reddito 2016: 11.740 euro
    • Reddito 2015: 5.978 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: nessuno
  • Diego Nicola D’Alterio (consigliere comunale)
    • Professione: Consulente del Lavoro
    • Reddito 2017: 59.369 euro
    • Reddito 2016: 35.675 euro
    • Reddito 2015: 38.029 euro
    • Beni mobili: nove proprietà
    • Beni immobili: un’auto
  • Nicola Pirozzi (consigliere comunale)
    • Professione: Commercialista
    • Reddito 2017: 48.065 euro
    • Reddito 2016: 44.234 euro
    • Reddito 2015: 30.792 euro
    • Beni mobili: due proprietà
    • Beni immobili: un’auto
  • Filomena Sabatino (consigliere comunale)
    • Professione: Biologa Spec. Ambulatoriale
    • Reddito 2017: 53.654 euro
    • Reddito 2016: 40.936 euro
    • Reddito 2016: 30.792 euro
    • Beni immobili: due proprietà
    • Beni mobili: un’auto
  • Adriano Castaldo (consigliere comunale)
    • Professione: Avvocato
    • Reddito 2017: 36.537 euro
    • Reddito 2016: 29.902 euro
    • Reddito 2015: 29.236 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: nessuno
  • Nicola Palma (consigliere comunale)
    • Professione: Avvocato
    • Reddito 2017: 8.848 euro
    • Reddito 2016: 9.665 euro
    • Reddito 2015: 6.611 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: nessuno
  • Salvatore Pezzella (consigliere comunale)
    • Reddito 2017: 0 euro
    • Beni immobili: nessuno
    • Beni mobili: nessuno
  • Vincenzo Risso (consigliere comunale cessato)
    • Professione: operaio
    • Reddito 2017: 21.444 euro
    • Reddito 2016: 21.444 euro
    • Reddito 2015: 19.976 euro
    • Beni immobili: una proprietà
    • Beni mobili: un’auto

Perché è obbligatorio pubblicare i redditi dei titolari di incarichi politici?

Riferimento normativo:

Rif. normativo Artt. 13 e 14 D. Lgs. n. 33/2013 come modificato dall’art. 13 del d.lgs. n. 97 del 2016
Art. 13 – Obblighi di pubblicazione concernenti l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni
1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le informazioni e i dati concernenti la propria organizzazione, corredati dai documenti anche normativi di riferimento. Sono pubblicati, tra gli altri, i dati relativi:
a) agli organi di indirizzo politico e di amministrazione e gestione, con l’indicazione delle rispettive competenze;

Art. 14 – Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico
1. Con riferimento ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale regionale e locale, le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti, i seguenti documenti ed informazioni:

  1. l’atto di nomina o di proclamazione, con l’indicazione della durata dell’incarico o del mandato elettivo;
  2. il curriculum;
  3. i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
  4. i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
  5. gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;
  6. le dichiarazioni di cui all’articolo 2, della legge 5 luglio1982, n. 441, nonché le attestazioni e dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge, come modificata dal presente decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi dal titolare dell’organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7.

1-bis. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati di cui al comma 1 per i titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo comunque denominati, salvo che siano attribuiti a titolo gratuito, e per i titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione.
2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati cui al comma 1 entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato o dell’incarico dei soggetti, salve le informazioni concernenti la situazione patrimoniale e, ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino alla cessazione dell’incarico o del mandato. Decorso il termine di pubblicazione ai sensi del presente comma le informazioni e i dati concernenti la situazione patrimoniale non vengono trasferiti nelle sezioni di archivio.”

Dichiarazione non obbligatoria per i comuni sotto i 15mila abitanti

N.B.: La dichiarazione ex art. 14 c.1, lett. f) D. Lgs. 33/2013 non è dovuta per i componenti degli organi di indirizzo politico nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti (Del. ANAC n. 144/2014 e n. 241/2017)

Cosa succede se non si pubblicano i dati? Le sanzioni

L’art 437 del  dlgs n. 97 /16 è intervenuto modificato l’art 46 del dlgs 33/2013 precisando che “l’inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente e il rifiuto, il differimento e la limitazione dell’accesso civico, al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 5-bis, costituiscono elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione e sono comunque valutati ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili.

Inoltre l’art. 36 della stessa legge modificando la disciplina dell’art 45 del D. Lgs.  n. 33/2013  , attribuisce ad “Anac un potere di ordine al corretto e tempestivo assolvimento degli obblighi di pubblicazione”.  Infatti  ove l’Auorità rilevi la mancata pubblicazione di atti, documenti e informazioni, ne ordina la relativa pubblicazione entro 30 giorni. Il mancato adempimento costituisce illecito disciplinare. Anac segnala l’inottemperanza all’Ufficio per i procedimenti disciplinari nonché alla Corte dei conti, ove ravvisi anche altri profili di responsabilità.

La mancata pubblicazione di tutti gli incarichi, esterni e interni, nella sezione “Amministrazione Trasparente” dell’Ente, determina l’applicazione delle sanzioni per l’avvenuta erogazione dell’indennità di risultato ai dirigenti responsabili del conferimento degli incarichi. È quanto affermato dalla Corte dei Conti con sentenza n.185/2018, la quale continua affermando che il danno discende «dalla violazione gravemente colposa di un preciso obbligo normativo, vigente all’epoca in cui la condotta è stata posta in essere, cui è conseguita una spesa indebita per l’ente locale».

Per eventuali errori, comunicazioni o segnalazioni, scrivere [email protected]

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