Cronaca

Gomorra stabiese, tra racket e pestaggi anche una bimba pusher: 16 arresti

Sedici arresti a Castellammare di Stabia nell'inchiesta Vichinghi

Gomorra stabiese: estorsioni diffuse per “appropriarsi” del territorio al clan Cesarano prima di rientrare nei ranghi. Da picchiatori a boss e persino due piazza di spaccio gestita dalle donne, con una mamma pusher che portava con se la figlia di otto anni, mentre i mariti erano in carcere. In manette 16 persone a seguito dell’inchiesta “Vichinghi“.

Estorsioni e spaccio di droga: 16 arresti a Castellammare di Stabia

Cinque persone sono finite in carcere, altre 6 ai domiciliari, mentre ulteriori cinque indagati dovranno vivere lontani dal territorio della Campania: sono i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta del pm Giuseppe Cimmarotta e della Direzione distrettuale Antimafia, a chiusura di tre anni di indagini condotte dai carabinieri del Norm della compagnia di Castellammare di Stabia, agli ordini del capitano Carlo Venturini.

L’inchiesta “Vichinghi”

Estorsione aggravata dal metodo mafioso, lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti sono i reati contestati a vario titolo ai sedici indagati dell’inchiesta “Vichinghi”.

Dal 2018, a capo del nuovo gruppo della palazzine del rione Cmi, nella periferia nord di Castellammare, c’erano Antonio Maragas, 53 anni, detto “‘o paciano”, insieme al figlio Giuseppe e, dopo la sua scarcerazione a inizio 2019, Giovanni Lambiase Grimaldi, 55enne pluripregiudicato, da sempre fedelissimo picchiatore del clan Cesarano conosciuto con i soprannomi “‘o macchion”, “macchia e vin” e “‘o vichingo”. Tutti e tre sono finiti in carcere. Nel 2019, Maragas senior e Lambiase Grimaldi furono arrestati in flagranza dopo aver incassato il pizzo da un imprenditore edile: il primo volle bere l’ultimo caffè mentre i carabinieri perquisivano il secondo che custodiva i soldi.

Fonte: Il Mattino

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