Cronaca

Lotta al bullismo, il questore De Iesu: “Fate fronte comune”

NAPOLI. «Contro il bullo dovete fare fronte comune. Non bisogna sbeffeggiare, deridere o approfittarsi di chi è in difficoltà, anzi lo dovete sempre aiutare». Lo ha detto il questore di Napoli, Antonio De Iesu, ha rivolto ai bambini e adolescenti che hanno partecipato al progetto ‘Educazione alla legalità’ che si è svolto presso il Centro sportivo Albricci in collaborazione con il Comitato regionale campano della Federazione italiana nuoto. Lo riporta il quotidiano Il Mattino.

I consigli del questore De Iesu contro i bulli

Oggi alla presenza del questore e del presidente del Comitato regionale della FIN, Paolo Trapanese, sono stati consegnati i diplomi ai 50 partecipanti. Il progetto, che ha goduto del supporto dell’Ufficio Coordinamento delle Attività dei Gruppi Sportivi Fiamme Oro di Roma e del presidente dei Gruppi Sportivi Dirigente Superiore Francesco Montini, ha previsto lezioni settimanali tenute da funzionari e agenti della Polizia di Stato con lo scopo di promuovere e avviare, presso il Centro sportivo Albricci, un percorso formativo e informativo finalizzato allo sviluppo della cultura della legalità. Destinatari del progetto, alunni delle scuole elementari e medie.

«Il progetto dell’Albricci – ha detto De Iesu – dovrebbe essere esportato in tanti altri quartieri. Lo sport è educazione alla legalità ed è strumento attraverso cui si possono sensibilizzare i giovani e farli vivere in un contesto di fervida legalità che è una dimensione etica verso cui i ragazzi vanno accompagnati e da stimolare in loro con cose concrete». E nei prossimi giorni, sullo stesso solco, presso il chiostro della chiesa della Sanità di padre Loffredo sarà inaugurata, in attesa di una diversa collocazione, una palestra di boxe. «Noi e l’Arma dei carabinieri – ha sottolineato il questore – abbiamo fortemente sostenuto l’iniziativa di padre Loffredo mettendo a disposizione i nostri tecnici del pugilato. Questi progetti – ha aggiunto – sono piccole gocce di virtù per dare concretezza a modelli che molto spesso si declinano a parole». «Solo attraverso il gioco, la dimensione ludica e sportiva – ha concluso il presidente Trapanese – si può insegnare la legalità. Ai ragazzi bisogna dare entusiasmo e far comprendere il valore della legalità che va coltivato quotidianamente».

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