Cronaca

Spinta da un alunno sbatte la testa: maestra in ospedale

NAPOLI. È finita in ospedale dopo essere stata colpita da un alunno della sua classe, nell’Istituto comprensivo «Francesco Mastriani» in via Nuova Poggioreale. La maestra, spinta con forza dal bambino di seconda elementare, ha sbattuto la testa contro un mobile e si è accasciata a terra dove è stata soccorsa dal personale dell’ambulanza. Lo riporta il quotidiano Il Mattino.

Maestra spinta da un alunno finisce in ospedale

L’episodio è accaduto ieri mattina, intorno alle 12, durante una lezione interrotta dal gesto violento e improvviso del piccolo alunno che ha spaventato i compagni di classe e allarmato il corpo docente. La donna, un’insegnante di 60 anni, che in seguito alla caduta è stata subito immobilizzata con una tavola spinale e un collare cervicale dall’equipe del 118, non si è persa d’animo e, benché dolorante, ha cercato di tranquillizzare tutti, a cominciare dal suo piccolo aggressore: «Si è trattato di un incidente che non ha nulla a che fare con la violenza» ha spiegato la maestra con un filo di voce e il respiro affaticato mentre, all’ospedale Cardarelli, i sanitari la sottoponevano a una serie di esami diagnostici per le contusioni e il trauma cranico riportati. «Non parlate di aggressione – ha insistito la docente – ci sono bambini più difficili che compiono questi gesti senza la volontà di far male».

Di certo quanto è accaduto ha spaventato i compagni di classe del bambino e anche le famiglie, basti pensare che ieri due genitori si sono recati dalla preside per avere spiegazioni e rassicurazioni al riguardo ma, effettivamente, la parola «violenza» in questa storia non c’entra.

Dall’altro lato, però, è vero che fino a ieri non era mai accaduto un episodio così grave sebbene il personale scolastico avesse notato e segnalato gli atteggiamenti aggressivi del piccolo alunno. Questa volta, insomma, il bullismo non c’entra perché la storia del bimbo di 7 anni che ha spintonato la docente è una storia di forte disagio culturale e socio-economico.

L’alunno, infatti – scrive Il Mattino – è seguito da un insegnante di sostegno, per un numero limitato di ore, ed è stato preso in carico dal personale scolastico sin dalla prima elementare dove aveva cominciato a manifestare problemi comportamentali e relazionali, quelli che sono al centro dell’azione formativa dell’istituto che ha redatto un programma educativo individualizzato per lui.

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