Economia

“Regolano loro?” L’albergo si paga in bit coin

MASSA LUBRENSE. Pagare l’albergo in bitcoin? Adesso si può, anche in Campania. Per la precisione, a Massa Lubrense.

Il pagamento in bitcoin

Come riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Mattino, il (o la?) bitcoin – la criptovaluta inventata nel 2009 dal misterioso Satoshi Nakamoto – è accettato all’hotel Gocce di Capri, sito sulle colline di Massa Lubrense.

Il manager Marco Cocurullo ha annunciato – scrive Il Mattino – che è possibile saldare i conti in albergo (e nelle strutture gestite dallo stesso Cocurullo) con il bit coin.

I titolari dell’albergo, della villa o della casa-vacanza inviano al cliente un QR code, cioè un codice a barre composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema a forma quadrata. Attraverso un programma installato sul proprio smartphone, il turista legge il QR code e, in tempo reale e senza spese aggiuntive, invia i bitcoin ai vertici della struttura ricettiva che poi fatturano l’importo equivalente in euro.

La moneta del futuro

«Questo è il futuro, tra qualche anno tutto funzionerà così», spiega Cocurullo. A suggerirgli di accettare pagamenti in criptovaluta sono stati alcuni amici australiani esperti di finanza. Allo stato attuale, infatti, un bitcoin viene scambiato con poco meno di 9mila euro, poco più di 13mila dollari australiani e circa 11mila dollari americani. Nel giro di qualche anno, secondo gli analisti, la moneta elettronica potrebbe valere centinaia di migliaia di euro e milioni di dollari. Ammesso e non concesso, ovviamente, che i detentori non rimangano vittime della speculazione e delle oscillazioni da brivido che il bitcoin registra quotidianamente.

«Ho deciso di rischiare per stare al passo con i tempi – conclude Cocurullo che in passato ha diretto un albergo a Sidney – ma sono certo che la storia mi darà ragione». La pensano allo stesso modo, a quanto pare, i titolari di una casa-vacanza di Vico Equense, di due bed and breakfast tra Napoli e Sorrento e di diversi studi professionali e attività commerciali campani che pure hanno autorizzato la clientela a saldare i conti in bitcoin.

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