Economia

Metaverso e trattamento fiscale

Metaverso e trattamento fiscale. Quali sono le nuove sfide giuridiche necessarie per preservare il potere fiscale dello Stato?

In un mondo parallelo (Metaverso) che già fa parte del nostro presente, tecnologie come blockchain, NFT, crypto, smart contract e intelligenza artificiale riescono a fondere il mondo reale e quello virtuale. In un contesto di videogioco, il player avrà la possibilità di entrare nel negozio virtuale di un brand reale. Potrà anche provare un vestito grazie al suo avatar per poi acquistarlo e riceverlo a casa.

In questo ambito, urgono nuove soluzioni normative in riferimento a diritti di proprietà intellettuale ed industriale, privacy, Metaverso e trattamento fiscale. Quali sono le nuove sfide giuridiche necessarie per preservare il potere fiscale dello Stato?

Metaverso e trattamento fiscale: le nuove sfide giuridiche

Ad un nuovo mondo deve corrispondere una nuova normativa, anzi un nuovo settore normativo, Nel caso del Metaverso, il diritto digitale (un segmento a se stante) dovrebbe essere basato sul code (software e hardware che regolano il funzionamento del sistema). Questo perché, secondo certi esperti, lo spostamento delle attività commerciali e sociali nel Metaverso porrebbe il mondo fisico (con i suoi ordinamenti giuridici) contro quello virtuale (in cui prevale il code). In breve, i due mondi devono ‘dialogare’ tra loro per convivere. La vera sfida per la legge è garantire che il code possa aderire tanto alle regole del cyberspazio quanto a quelle del mondo fisico. Il code non deve assolutamente trasformarsi in un ordinamento normativo prevalente. Una nuova legislazione deve essere in grado di salvaguardare il potere fiscale, il che è difficile in un mondo virtuale.

Compravendita non abituale: gli NFT sono tassabili?

Oltre ad interrogarsi sul Metaverso, c’è da chiarire un’altra questione: le modalità di tassazione degli NFT (non-fungible token). Questi token crittografici basati su tecnologia blockchain, incorporano un diritto su un bene digitale. Chi acquista un NFT ottiene il certificato di autenticità digitale integrato nel token.

A differenza delle criptovalute, gli NFT non sono fungibili, interscambiabili, non sono modificabili né replicabili. Sono pezzi unici che, dal lato fiscale, sono paragonabili più ad un’opera d’arte o ad un oggetto da collezione.

Per comprendere le modalità di tassazione degli NFT bisogna capire se la relativa attività di compravendita è abituale oppure occasionale.

Se si compiono poche operazioni, non abitualmente, non a scopo speculativo, la tassazione delle plusvalenze al collezionista privato è esclusa. Non si tratta di attività commerciale professionale svolta come lavoro principale.  I guadagni derivanti da compravendite di NFT attraverso attività commerciali non abituali rientrano tra i redditi diversi nel quadro RL della denuncia dei redditi.

Mercante d’arte: tassazione degli NFT

Nel caso del cosiddetto mercante d’arte che acquista regolarmente e prevalentemente opere d’arte per rivenderle e guadagnarci, ci sono i tre fattori abitualità, prevalenza e fine di lucro. Svolge un’attività commerciale, genera reddito d’impresa: di conseguenza, il mercante d’arte è soggetto ad IVA per le transazioni effettuate.

In attesa di una normativa adeguata, rimane il dubbio relativo agli obblighi di monitoraggio fiscale. Tali obblighi del possessore di NFT sono difficili da configurare. In base alle caratteristiche intrinseche degli NFT non esistono criteri di localizzazione all’estero.

D’altra parte, riguardo agli obblighi di monitoraggio fiscale, l’art. 4 del decreto Legge n. 167/1990 prevede che persone fisiche, società semplici ed equiparate ed enti non commerciali residenti nel nostro Paese debbano indicare nella dichiarazione dei redditi attività estere di tipo finanziario che possono generare redditi imponibili in Italia ed investimenti detenuti all’estero nel periodo d’imposta. Tutto ciò è riferito ai beni fisici ma gli NFT possono rientrare in tale definizione?

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