Cronaca

Di Lauro jr morto in carcere, si indaga sui farmaci: “Sedato da troppi anni”

Morte Cosimo Di Lauro, domani l'autopsia: dubbi sui farmaci. pm della Procura milanese indaga per omicidio colposo

È stata fissata per la giornata di domani, giovedì 16 giugno, l’autopsia sul corpo di Cosimo Di Lauro. Il pm della Procura milanese indaga per omicidio colposo dopo la morte dello storico boss, rimasto per 17 anni e mezzo in regime di carcere duro al 41-bis cambiando sei strutture penitenziarie come riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Morte Cosimo Di Lauro, domani l’autopsia: dubbi sui farmaci

Arrestato a Scampia il 22 gennaio del 2005, sul corpo di Cosimo Di Lauro non ci sarebbero segni di suicidio. È morto nella notte tra domenica 12 e lunedì 13 giugno, sul letto dove passava intere giornate, arrivando a fumare fino a cinque pacchetti di sigarette. Per anni, Di Lauro è stato sottoposto a un bombardamento di farmaci, tra ansiolitici, psicofarmaci neurolettici, tranquillanti ipnoinducenti. Somministrazioni prescritte già nel carcere romano di Rebibbia, dove nel gennaio 2008 scriveva il dirigente sanitario Sergio Fazioli: “Dall’undici dicembre 2007, il Di Lauro ha iniziato a manifestare disturbi del comportamento caratterizzati da ansia a confusione mentale con atteggiamenti bizzarri”.

Cento sigarette al giorno, ululava e non si lavava più

Scoperte le condizioni di come è morto Cosimo Di Lauro, il boss di Secondigliano: “Farneticava, rifiutava incontri e igiene personale, fumava fino a 5 pacchetti di sigarette al giorno”.

La situazione psicologica e fisica di Cosimo Di Lauro prima del decesso erano iniziate ad essere drammatiche: stando a quanto trapelato, negli ultimi giorni della vita del boss di Secondigliano, morto in carcere, l’uomo farneticava di giorno, ululava di notte, era diventato un fumatore di sigarette patologico.

Una situazione devastante per un detenuto i cui legali avevano chiesto già da anni una perizia psichiatrica. Sarebbe stato trovato esanime sul letto della sua cella, dove trascorreva gran parte della giornata, senza alcun segno di violenza riconducibile al suicidio

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