Cronaca

Benzina gettata sotto la porta, proiettili esplosi e minacce: boss caccia tre famiglie dalle proprie case

"Avete due ore per lasciare casa, incendiamo te e tua figlia e se viene tuo marito, gli stacco la testa e l'appendo all'esterno del cancello", le minacce

Benzina gettata sotto la porta, proiettili esplosi e minacce: boss caccia tre famiglie dalle proprie case a Napoli. Una guerra per il controllo della zona Scampia. Lo riporta il Mattino.

Napoli, boss caccia tre famiglie dalle proprie case

Una vera e propria faida per il controllo della zona. Tre famiglie sarebbero state cacciate dai propri appartamenti intimati dal boss del posto. Benzina gettata sotto la porta, proiettili esplosi di notte e minacce: “Avete due ore per lasciare casa, incendiamo te e tua figlia e se viene tuo marito, gli stacco la testa e l’appendo all’esterno del cancello”. Questi i raid fatti solo poche settimane fa.

Le misure restrettive

Dopo 18 anni nulla è cambiato, almeno sencondo il gip che ha firmato cinque ordinanze cautelari a carico di 5 presunti camorristi emergenti. In cella sono finiti Francesco Raia, presunto boss emergente della piazza di spaccio di via Baku, Francesco e Tommaso Rusciano, Salvatore Russo e Salvatore Gemito tutti ritenuti responsabili di violenza contro alcuni nuclei familiari.

A essere prese di mira tre famiglie, legate ai fratelli Notturno.

La dinamica

Tra ottobre e novembre scorsi la famiglia di Raffaele Notturno subisce un tentativo di intimidazione. È in questo scenario che vanno calate le minacce contro alcuni nuclei familiari, tutti ricoducibili a questo tentativo di espansione. L’ultimo episodio si è verificato il 17 ottobre scorso, quando al sesto piano di via Germi vengono pronunciate velate minacce: “Hai due ore per lasciare la casa, tu e tua figlia ve ne dovete andare”.

Dalle parole si passa ai fatti e un intero pianerottolo viene inondato di benzina poi qualcuno esplode colpi di pistola e solo per puro miracolo non sono divampate le fiamme. Poche ore dopo il primo avvertimento nei confronti di un’altra donna (è la sorella della prima inquilina allontanata) e delle sue tre figlie: “Via da Scampia, via dalle case comunali”.

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