CronacaPolitica

Meloni, rischio scontri al comizio di Bagnoli: “Allerta antagonisti”

Napoli, allerta in vista del comizio di Giorgia Meloni: minacce via social individuate dalle forze dell'ordine nelle scorse ore

Allerta massima a Napoli in vista del comizio di Giorgia Meloni che chiuderà la campagna elettorale della leader di Fratelli d’Italia. Quest’ultima è attesa in città domani, venerdì 23 settembre, e in queste ore è forte il dibattito sull’ordine pubblico come riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Napoli, allerta in vista del comizio di Giorgia Meloni: le minacce

Un allarme scattato nelle scorse ore, durante visita di Meloni nell’ex quartiere operaio di Bagoli, dove associazioni di estrema sinistra e persone contigue ai movimenti antagonisti hanno già annunciato battaglia sui social network. In particolar modo, il Laboratorio politico Iskra ha già fatto sapere che nelle prossime organizzerà un “presidio”, annunciando: “Non regaleremo alla Meloni nelle ultime giornate della campagna elettorale la possibilità di accomunarci alla sinistra dei centri sociali con una contestazione fuori l’Arenile. Presidieremo il nostro territorio per l’intera giornata, per garantire con l’autodifesa popolare la protezione dalla fuoriuscita di questi soggetti che la presenza della Meloni potrebbe garantire”.

Intanto, le forze dell’ordine hanno individuato diversi post di minacce che preannunciano agitazioni sui social network. Domenica scorsa, a Caserta, Giorgia Meloni ha puntato il dito contro il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, denunciando che più volte, nelle piazze d’Italia dove ha tenuto le sue manifestazioni elettorali, non sono stati fermati i contestatori.

L’attacco di De Luca

Nelle scorse ore, infine, la leader di Fratelli d’Italia è finita nel mirino del governatore Vincenzo De Luca che su Facebook ha scritto: “Meloni rivendica il suo carattere democratico e la lontananza dal fascismo. Togliamo di mezzo le ideologie. Ma segnaliamo alla Meloni lo squadrismo messo in atto dal suo partito in alcuni territori, con vergognose campagne piene di falsità. A cominciare dalla sanità. Questa, nei paesi civili, si chiama delinquenza politica“.

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