Cronaca

Traffico di droga dal Perù, 15 arresti a Napoli: ecco chi il capo dei narcos

Blitz anti-droga della polizia a Napoli. Scattano 15 arresti. Le operazioni della Polizia di Stato e della Procura Distrettuale Antimafia

Blitz antidroga della polizia a Napoli. Scattano 15 arresti. Dalle prime ore di oggi, martedì 22 novembre, a Napoli la Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone, gravemente indiziate di associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, aggravata dal carattere transnazionale, e detenzione illegale di armi da fuoco.

Droga, 15 arresti a Napoli: l’operazione

Un canale di approvvigionamento di cocaina dal Brasile, dal Perù e dalla Spagna fino al porto di Napoli. È quanto scoperto nell’ambito delle indagini svolte dalla Squadra mobile di Napoli e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea culminata oggi nell’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 15 persone, indagate per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità, di possesso illegale di armi da fuoco e di spaccio di stupefacenti.

Le indagini sono state avviate a seguito del sequestro, avvenuto nel giugno 2017, di 25 chili di cocaina nascosti in un carico di caffè importato dal Brasile e giunto nel porto di Napoli all’interno di un container. Sono state individuate le diverse modalità, particolarmente articolate, di importazione della droga utilizzate dall’organizzazione criminale per introdurre illecitamente la cocaina nel territorio dello Stato. In particolare, sono stati arrestati alcuni corrieri che trasportavano la cocaina sotto forma di ovuli, ingeriti nei Paesi di provenienza, prima di giungere in Italia a bordo di aerei di linea. Altri soggetti sono stati tratti in arresto mentre trasportavano lo stupefacente, sotto forma di panetti, all’interno di bagagli e valigie muniti di appositi nascondigli per l’occultamento del carico. La Squadra Mobile ha infine sequestrato, a Marano di Napoli, un laboratorio all’interno del quale si procedeva alla estrazione della cocaina da capi di abbigliamento.

Allo scopo di eludere i controlli doganali, gli indumenti erano infatti stati intrisi di cocaina allo stato liquido in laboratori allestiti in Perù e, una volta in Italia, venivano appositamente trattati con particolari procedimenti che consentivano di ottenere nuovamente la cocaina in polvere, pronta per essere immessa sul mercato. Lo stupefacente, così importato nel territorio partenopeo, veniva successivamente distribuito all’ingrosso a trafficanti che operavano in quartieri del capoluogo come il Rione Traiano, Secondigliano e i Quartieri Spagnoli. L’organizzazione in questione si occupava, oltre che delle importazioni, anche della vendita al dettaglio di una parte della cocaina importata, realizzata attraverso le cessioni agli acquirenti al minuto presso una piazza di spaccio di salita Capodimonte, dove sono stati operati arresti e sequestri. È documentato come il sodalizio in questione avesse nella sua disponibilità armi da fuoco. Nel corso delle attività di indagine sono stati sequestrati oltre 44 chili  di cocaina e 215 chili di hashish.

I nomi degli arrestati

Al centro dell’inchiesta c’è la figura di Vincenzo Criscuolo, broker di Salita Capodimonte che diceva di voler “pittare Napoli di bianco”. Un’indagine meticolosa, quella avviata dagli agenti di via Medina, che ha ricostruito, tassello dopo tassello, il funzionamento del sodalizio guidato da ‘o Pekipp, questo il soprannome di Criscuolo negli ambienti malavitosi. Un’organizzazione agile e snella composta da solo poche decine di sodali e del tutto indipendente dai clan di camorra. Un’indipendenza di cui lo stesso Criscuolo si era, in diverse occasioni, vantato.

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