Curiosità

Napoli, è rivoluzione: gli azzurri sono pronti per vincere la Serie A

La Società Sportiva Calcio Napoli, comunemente chiamata Napoli, è la squadra rappresentativa dell’omonima città italiana. Fondata nel lontano 1926, il club gioca attualmente in Serie A, la massima serie del calcio in Italia. Si tratta di uno dei club più prestigiosi del Bel Paese, avendo vinto due volte la massima competizione nazionale, cinque la Coppa Italia, due la Supercoppa Italiana e la Coppa UEFA nel 1988-89.

Dal 1959, il club gioca le partite sue casalinghe allo Stadio San Paolo, nel sobborgo Fuorigrotta di Napoli. Il colore ufficiale del Napoli è l’azzurro, e da qui il soprannome dei suoi calciatori: gli Azzurri. Lo stemma del Napoli è formato da una corona circolare di colore blu e bianco. Al centro v’è la lettera N, di colore bianco.

La società nasce nel 1904 come Napoli Foot-Ball & Cricket Club, fondata dal marinaio inglese William Poths e dal suo socio Hector M. Bayon, assieme ad alcuni napoletani come Conforti, Catterina e Amedeo Salsi (il secondo dei quali fu il primo presidente del club). Il kit originale consisteva in una camicia a strisce blu cielo e blu scuro, mentre i pantaloncini erano neri.

Il Napoli non giocò subito nel campionato italiano poiché, nella sua prima esistenza, esso era limitato alle sole squadre del Nord; l’esordio nella massima competizione nazionale avvenne nel 1912-13, mentre sotto la presidenza di Giorgio Ascarelli il club cambiò il nome in Associazione Calcio Napoli (23 agosto 1926).

Napoli: nel 2018 una vera rivoluzione

La nuova era del Napoli si apre nel 2018 con la nomina ad allenatore di Carlo Ancelotti il 23 maggio, che torna ad allenare in Italia dopo nove anni al Milan. L’obbiettivo è chiaro: detronizzare la Juventus, la quale – sotto la guida tecnica di Antonio Conte e Massimiliano Allegri – ha conquistato gli ultimi sette scudetti. Ancelotti firma un un accordo triennale per sostituire Maurizio Sarri, il quale si accasa al Chelsea, orfano proprio di Antonio Conte.

Anche quest’anno la favorita alla vittoria finale è la Juventus, complice il recente acquisto di Cristiano Ronaldo. Ne è sicuro anche il sito scommesse online Betway, il quale quota la vittoria della Juventus a 1,45, mentre il Napoli è quotato 7,50 – quote destinate a variare in base al calciomercato e infortuni dell’ultimo minuto. Anche per questa stagione, che si preannuncia essere tra le più difficili e interessanti degli ultimi 10 anni, è riconfermata la partnership con Kappa e il marchio di caffè Kimbo.

L’era Diego Armando Maradona

Il Napoli arrivò molto vicino a vincere il campionato nel 1967-68, finendo alle spalle del Milan al secondo posto. Alcuni dei giocatori più popolari di questo periodo militavano proprio tra le fila degli azzurri, come Dino Zoff, José Altafini, Omar Sívori e Antonio Juliano.

Nel 30 giugno 1984 il Napoli definisce l’acquisto più costoso della storie del club e, fino a quel momento, del calcio italiano: Diego Armando Maradona, per circa 12 milioni di euro. Nelle successive campagne acquisti arrivano anche altri giocatori importanti, tra cui Ciro Ferrara, Salvatore Bagni e Fernando De Napoli; finalmente, nel 1986-87 i primi successi: il Napoli conquista la Serie A e la Coppa Italia.

Poichè mai una squadra del Sud Italia aveva vinto la Serie A, tale successo ha trasformato Maradona in un’icona religiosa, culturale e sociale; un amore, quello dei Napoletani per Diego, che va oltre il calcio. Il primo successo europeo arriva in Coppa UEFA nel 1988-89: il Napoli batte Juventus, Bayern Monaco e PAOK, che a quel tempo avevano delle rose tra le più forti al mondo. Gli azzurri hanno aggiunto il secondo scudetto nel 1989-90, battendo il Milan sul finale di stagione.

Nell’estate del 2000, il Napoli ritirò la maglia numero 10 appartenuta all’ex leggenda Diego Armando Maradona, come tributo alla sua classe e al significativo contributo apportato nelle sette stagioni con la maglia di Napoli. Tuttavia, per ragioni normative, il numero è stato ristampato dal 2004 al 2006 in serie C1, un torneo dove vige ancora la vecchia numerazione da 1 a 11. L’ultimo giocatore a indossare e segnare un gol con questa maglia in una partita ufficiale è stato Mariano Bogliacino nella partita casalinga del 18 maggio 2006 contro lo Spezia, valida per la tappa finale della Supercoppa di Lega; per quanto riguarda il campionato, invece, l’onore va al calciatore argentino Roberto Sosa, distintosi per essere stato l’ultimo a indossare il 10 nel San Paolo.

Declino e rinascita

Sebbene il club abbia chiuso al quarto posto durante la stagione 1991-92, le prestazioni del Napoli sono andate declinando stagione dopo stagione. Giocatori come Gianfranco Zola, Daniel Fonseca, Ciro Ferrara e Careca sono partiti tutti nel 1994, mentre nel 1998 la squadra retrocede in Serie B.

Il regista napoletano Aurelio De Laurentiis acquista il club dopo la bancarotta nel 2004; la FIGC piazza il Napoli in Serie C1, e dopo prestazioni importanti nel 2006 arriva la promozione nella massima divisione assieme ai compagni “giganti dormienti” Genova. Nel 2014, con Benitez gli azzurri vincono la Coppa Italia 2014 con una vittoria per 3-1 contro la Fiorentina. Con Maurizio Sarri, nella stagione 2017-18 (il terzo per il mister partenopeo), il Napoli arriva al secondo posto in campionato e conseguente qualificazione in Champions League. Il capocannoniere è Marek Hamšík con 118 gol, mentre Maradona è il secondo miglior marcatore con 115 gol.

Il Napoli ha il quarto maggior numero di fan in Italia, ed è presente nell’elenco dei migliori club di calcio di Forbes; inoltre, è uno dei membri associati dell’European Club Association. Nelle classifiche UEFA del gennaio 2016, risulta essere l’ottavo miglior club del calcio europeo e il secondo miglior club in Italia.

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