Cronaca

Napoli, Luigi Starita è morto per Covid: prosciolti dieci medici

"Luigi non è morto per l’incapacità di chi doveva salvarlo ma per il virus del secolo", la dichiarazione del gip

Luigi Starita non è morto per colpa dei medici ma per il virus del secolo, il Covid: sono stati quindi prosciolti gli indagati tra Napoli e Sorrento nell’inchiesta di omicidio colposo. La decisione del gip nella sentenza emessa ieri, 22 giugno 2022.

Napoli, Luigi Starita è morto per il Covid: prosciolti

Luigi non è morto per l’incapacità di chi doveva salvarlo ma per il virus del secolo“. Sono stati quindi prosciolti i medici accusati di omicidio tra Napoli e Sorrento.

Covid, decessi in Campania nel 2020

Il pensionato, originario di Piano di Sorrento, rientra quindi nella lista di pazienti deceduti per causa del virus tra febbraio e marzo 2020 in Campania.

L’ondata del virus, nel periodo indicato, da fronteggiare sia negli ospedali sia fuori. Una battaglia che si sta tutt’ora cercando di combattere.

L’inchiesta

L’inchiesta è stata dunque chiusa così: aperta nel luglio del 2020 destinata a far emergere una serie di sentenze di malasanità nei pronto soccorsi del Napoletano che, però, non hanno trovato riscontro positivo per i giudici.

Oggi, gli stessi, concludono dichiarando che “Luigi non è deceduto per l’incapacità di chi doveva salvarlo ma per il virus del secolo”.

Il decesso

Il decesso dell’uomo, pensionato sorrentino di 75 anni, era avvenuto il 30 marzo del 2020. Oggi quindi si archivia un’altra inchiesta durata anni. Il gip ha accolto ieri l’archiviazione dallo stesso pubblico ministero che aveva ascoltato la richiesta di giustizia arrivata dalla figlia e dalla moglie del paziente a cui fu diagnosticato il Covid solo pochi giorni prima del decesso. Quando per l’uomo le possibilità di vita erano ormai a zero.

Luigi venne curato in casa con cortisone e sciroppo. “Nessuno è venuto mai a visitarlo” denunciò la figlia Viviana. Un dramma ricostruito, il gip specifica: “Se il medico di famiglia non è andato a casa è perché in quella fase questo era vietato per evitare il dilagare del virus. All’epoca dei fatti una vera terapia non c’era. Nulla a maggior ragione si può obiettare ai medici del Loreto Mare”.

Insomma la colpa non ricade sui medici, perché di più per farlo rimanere in vita non si poteva fare.

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