Cronaca

Bullizzano il figlio e la costringono a lasciare la casa: mamma detective fa arrestare lady clan

Accusati di finti matrimoni e polizze da 20mila euro al mese

Bullizzano il figlio, offendendolo più di una volta, quando cerca di ribellarsi però si ritrova vittima di una epurazione in stile balcanico: è costretta a lasciare la propria casa ma la mamma detective alla fine fa arrestare lady clan. Lo riporta il Mattino. La donna, Emma, avrebbe recuperato le immagini di quanto avvenuto e le ha consegnate alle forze dell’ordine.

Ponticelli, mamma detective fa arrestare lady clan

Bullizzano il figlio, offendendolo più di una volta, quando cerca di ribellarsi però si ritrova vittima di una epurazione in stile balcanico: è costretta a lasciare la propria casa ma l’eroina Emma non si arrende. Ha recuperato le immagini di questa violenza e le ha consegnate alle forze dell’ordine.

Si concentra su questo l’inchiesta a carico di alcuni esponenti della camorra di Ponticelli: sono 57 gli arresti emessi dalla Polizia e dai Carabinieri, di cui due ai domiciliari e quattro divieti di dimora.

L’inchiesta

L’inchiesta con le accusa nel periodo che va dal 2016 al 2021, dove spicca la storia di una madre eroina, Emma. La donna riesce a trovare la forza di denunciare le violenze di cui lei e il bambino sono state vittima: estrapola dalle videocamere di sorveglianza il video e lo conserva in un dvd prima di consegnarlo ai carabinieri.

Sono tre le donne in questione: parliamo di Maria Lazzaro, di Gabriella Onesto, Lena Luongo, indicate come presunte madrine dell’area est, accusate a vario titolo di estorsione, danneggiamento e violenza privata, insieme a Luigi Austero, Roberto e Carmine Boccardi, Umberto De Luca Bossa, Mario Sorrentino e Ugo Trojer.

La vicenda

Una vicenda da brividi quella ricostruita dai Carabinieri e polizia. Il racconto agli inquirenti: “Avevano bullizzato mio figlio, lo isolavano e lo offendevano in continuazione. Sono stata costretta a chiedere a quei ragazzi di parlare con i loro genitori, quando sono stata circondata e offesa da un gruppo di donne, capeggiate da Carmine Boccardi». Un’azione vigliacca, sembra di capire. «Mi dissero che dovevo tapparmi in casa con i miei ragazzi. Ho provato a protestare, chiedendo udienza a Umberto De Luca Bossa (boss locale), che dopo avermi ascoltato, mi disse che l’unico modo che avevo per non lasciare Ponticelli era versare nelle sue mani 5mila euro. Me ne sono andata, ho lasciato la casa di cui ero assegnataria, ma ho salvato le immagini dell’incursione messa a segno qualche giorno dopo”.

I finti matrimoni

I De Luca Bossa, legati all’Alleanza di Secondigliano, erano in un cliema di continua guerra con i Mazzarella, almeno per quanto riguarda il racket imposto nella zona. Dalle indagini è emerso che uno dei filoni estorsivi riguardava l’attività di finti matrimoni.

In questo scenario, sono arrivate ritorsioni contro il pentito Tommaso Schisa, mentre un settore nel quale il clan faceva affari è quello delle polizze nei lotti popolari che assicurava incassi da 20mila euro al mese.

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