Napoli: nomine e favori, giudice fallimentare agli arresti domiciliari

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Nomine e favori, giudice fallimentare agli arresti domiciliari. Pesanti sono le accuse del tribunale del Riesame di Roma che colpiscono il giudice

NAPOLI. Nomine e favori, giudice fallimentare agli arresti domiciliari. Pesanti sono le accuse del tribunale del Riesame di Roma che colpiscono il giudice.

Napoli: nomine e favori, giudice fallimentare agli arresti domiciliari

Il giudice fallimentare preso in esame dal Tribunale del Riesame di Roma avrebbe nominato consulenti scelti in una ristretta schiera di professionisti, pensando prima di tutto ai vantaggi che ne sarebbero derivati. Un fine settimana a Capri, un altro in un lussuoso resort sulla Flacca, sempre per sé e famiglia, oltre a una serie di incarichi professionali assicurati alla propria compagna.


Materazzo in Aula


L’indagine

Dopo le accuse ed il ricorso della Procura di Roma contro Enrico Caria, giudice fallimentare di Napoli e presidente della fallimentare a Napoli nord, il Tribunale del Riesame di Roma ha deciso di accoglierlo. Le intercettazioni recuperate in due anni di indagini grazie ad una microcamera piazzata dalla finanza nell’ufficio di Caria sarebbero al centro di tutto il caso.

Altri indagati

Sono state disposte delle misure interdittive della dura di un anno nei confronti di altri quattro indagati: tra questi la compagna del giudice Daniela D’Orsi; il consulente Alessandro Colaci; il commissario giudiziale ed avvocato Alfredo Mazzei (a sua volta teste d’accusa contro Tiziano Renzi, nel filone principale dell’inchiesta Consip); e l’architetto Giancarlo Piro Calise. Provvedimenti non esecutivi, per tutti c’è la possibilità di ricorrere per Cassazione.

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