Napoli, la storia di 5 amici diventati soci: “Restiamo al Sud grazie alla pizza”

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Hanno aperto una pizzeria con 4mila euro da parte e avviato un business tra amici. Questa è la storia di 5 ragazzi che hanno deciso di restare al Sud

Hanno aperto una pizzeria con 4mila euro da parte e avviato un business tra amici di infanzia. Questa è la storia di 5 ragazzi che hanno deciso di restare al Sud Italia.

Il business della pizza, la storia di 5 ragazzi

Ivan Ambrosio, 32enne di Soccavo, ex studente di Economia con il rimpianto di aver chiuso i libri a quattro dalla laurea, ha abitato a Londra per sei mesi. Il suo socio, Alessio Russollillo, cuoco 30enne, è emigrato in Corsica e, una volta rientrato, ha tentato l’impresa: aprire una pizzeria con 4mila euro da parte, coinvolgendo nel business anche altri amici di infanzia, i 30enni Mirko Esposito e Amedeo Puglia (già amministratore di un’altra società e ideatore del progetto) e Francesca Russolillo, 28 anni (che è anche la moglie di Amedeo).

Quasi tutti disoccupati diventati imprenditori nel giro di un anno: «Per gioco, anche se questa definizione non mi piace», spiega Ivan, il più spigliato dei ragazzi uniti dalla voglia di fare, possibilmente senza rinunciare a una comunità di affetti.

«La nostra sfida è iniziata chiacchierando di futuro a una festa di compleanno. Poi ci siamo incontrati 4-5 volte, in situazioni diverse, per scrivere il progetto e capire come realizzarlo, recuperando i fondi necessari».

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