Cronaca

Napoli, due ragazze picchiate con i caschi dopo il Pride: “Ci dicevano: Lesbiche, fate schifo”

Due ragazze sono state picchiate con i caschi dopo il Pride di Napoli: sono state le vittime a raccontare quanto avvenuto nel pomeriggio di ieri, sabato 29 giugno. “Ci dicevano: ‘Lesbiche fate schifo'”.

Due ragazze picchiate con i caschi dopo il Pride a Napoli, il racconto delle vittime

Qualche spruzzo di acqua proveniente da una pistola giocattolo finito per sbaglio addosso alle due ragazze: sarebbe stato questo a far nascere una aggressione divenuto in un agguato premeditato a colpi di casco e insulti omofobi. A denunciare quanto avvenuto è una delle due ragazze che insieme alla fidanzata dopo il Pride di ieri, sabato 29 giugno, hanno denunciato la violenza.

“Oggi stiamo un po’ meglio anche se ho ancora dei dolori, principalmente alla testa – racconta, comprensibilmente scossa – però stiamo bene. Almeno, dal punto di vista fisico. Da quello emotivo, invece… Nessuno tornerebbe indietro, addirittura armato di casco, per un po’ d’acqua addosso. La motivazione principale era l’omofobia. Mentre ci picchiavano ci chiamavano “lesbiche di merda”, ci dicevano “fate schifo”. Il motivo non era lo spruzzo d’acqua, era l’odio”.

La denuncia

La ragazza racconta che le aggressioni si sono svolte in due fasi distinte; da qui l’ipotesi della “spedizione punitiva”. “È iniziato tutto in via Toledo, nel bel mezzo del corteo, erano le 18. Queste due ragazze lo stavano attraversando e involontariamente le abbiamo colpite con qualche spruzzo d’acqua. Si sono rivolte subito in modo aggressivo, ho avuto l’impressione che fossero già infastidite dalla manifestazione. Mi hanno versato una lattina di aranciata addosso e si sono scagliate contro di me. Le nostre amiche si sono intromesse e ci hanno tirato da parte, ne siamo uscite solo con qualche graffio”.

Dopo mezz’ora un nuovo incontro. Insieme alla due ragazze ci sarebbero stati anche i genitori: la madre, sui 40 anni, avrebbe partecipato all’aggressione, mentre il padre, sui 45, sarebbe rimasto a guardare. Prima gli schiaffi e i calci, sempre insiem agli insulti omofobi, come “fate schifo, dovete morire” e “lesbiche di merda”. Poi i colpi di casco, direttamente alla testa. Tutto raccontato nei dettagli anche nella denuncia presentata poco dopo.

“Ci siamo distaccate dal corteo, stavamo andando a casa quando le abbiamo viste in piazza Carità. Erano appostate coi genitori, con dei caschi in mano – prosegue Francesca a Fanpage.it – le due sorelle e la madre ci hanno aggredito, ci hanno colpito ripetutamente alla testa. Sulla mia fidanzata si sono accanite in tre, l’hanno buttata a terra, le hanno strappato i capelli. Lei è stata colta da un attacco di panico, per fortuna è intervenuta la Polizia che si trovava nei paraggi per seguire il corteo. Abbiamo aspettato che Noemi si riprendesse e siamo andate al Pronto Soccorso dell’ospedale dei Pellegrini per farci refertare. Successivamente siamo andate in Questura, a via Medina, per sporgere denuncia”.

Alessia Benincasa

Alessia Benincasa, giornalista del network L'Occhio, è esperta in cronaca nera, politica e inchieste.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio