Napoli, ai Tribunali prima le stese, ora la prostituzione

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Ai Tribunali prima le stese, ora la prostituzione. Si parlava di turismo una volta, ma adesso è ovvio che ci siano problemi ben più gravi da risolvere

NAPOLI. Ai Tribunali prima le stese, ora la prostituzione. Si parlava di turismo una volta, ma adesso è ovvio che ci siano problemi ben più gravi da risolvere.

Napoli, ai Tribunali prima le stese, ora la prostituzione

«Continuano a pervenirci segnalazioni di crimini e comportamenti illeciti, sintomatici del clima di insicurezza avvertito dai cittadini del centro storico. Il caso di via dei Tribunali è rappresentativo di una situazione che sta degenerando: da un lato le stese, dall’altro prostitute e parcheggiatori violenti». Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli.


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L’illegalità

«Mentre il lato orientale di via Tribunali è interessato dalle stese e dalle intimidazioni camorristiche nei confronti delle pizzerie, il lato occidentale e le aree limitrofe stanno diventando teatro di ogni tipo di illegalità. Nonostante le denunce – proseguono Borrelli e Simioli – vico della Pace continua ad essere una strada a luci rosse. La malavita fa affari d’oro con le prostitute che vendono il proprio corpo alla luce del sole, sotto gli occhi di bambini e turisti. Come non citare, inoltre, via Pietro Colletta e l’area del Trianon, dove i parcheggiatori abusivi si sentono padroni incontrastati. Guai a parcheggiare l’automobile se si è residenti. I delinquenti perdono un posto e si sentono in diritto di danneggiare le vetture per convincere i malcapitati a sostare altrove».

La malavita

«Purtroppo c’è da fare i conti con un’ondata malavitosa dai contorni inquietanti. La camorra è più attiva che mai e sta prendendo possesso dell’intera area di via Tribunali. Le estorsioni sono a tutti i livelli, dall’automobilista all’imprenditore. Ai guadagni provenienti dal racket si aggiungono gli affari d’oro del giro di prostituzione nei bassi del centro storico. Occorre che lo Stato faccia sentire la propria presenza. Il ministro Salvini tenga fede alle promesse e invii rinforzi. Il governo di cui fa parte si dia una mossa e approvi i decreti attuativi dell’articolo del ‘Decreto sicurezza’ che prevede l’arresto per i parcheggiatori abusivi», concludono Borrelli e Simioli.

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