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Napoli, volontari oggi bonificano la chiesa della Sapienza

Napoli, volontari oggi bonificano la chiesa della Sapienza. Il sabato dei volontari come al solito si svolge sempre dove ce n’è bisogno.

Napoli, volontari oggi bonificano la chiesa della Sapienza

Non si contano le chiese chiuse ed abbandonate nel centro storico di Napoli, patrimonio dell’Unesco, e tra tutte spicca per la sua grandezza la monumentale chiesa di Santa Maria della Sapienza che fu eretta all’inizio del ‘600. L’interno, a navata unica con cappelle laterali, è decorato con marmi policromi di Dionisi Lazzari ed aiuti. Del Lazzari sono anche altre parti della chiesa come il pavimento, in marmo bianco e ardesia, molto simile a quello già esistente nella chiesa di San Gregorio Armeno.


Discarica chiesa napoli 2


Le opere d’arte

Gli affreschi nella volta e nell’abside sono di Cesare Fracanzano, mentre, sul timpano del fondale settecentesco, vi sono due angeli di Paola Benaglia. Quasi tutte le opere d’arte mobili sono scampate ai furti, in quanto opportunamente trasferite in altre sedi. La chiesa della Sapienza è chiusa da decenni e necessita di un restauro conservativo. Il tempio è stato aperto soltanto in occasione del “Maggio dei monumenti” 2005, risultando, sia artisticamente che architettonicamente, parzialmente deteriorato: questo a causa di infiltrazioni d’acqua e dispersioni.

I clochard

Sulla scala della chiesa bivaccano di giorno e di notte alcuni clochard che abbandonano tutti i loro rifiuti, rendendo le scale d’accesso, nonostante siano protette dai cancelli, una discarica visibile a tutti i passanti e turisti, oltre che si sente sulla strada l’olezzo di urina e di altri bisogni fisiologici. Sono visibili escrementi umani e il guano di colombi che costituiscono un serio problema igienico-sanitario. «La chiesa è nella disponibilità del F.E.C., “Fondo edifici di culto”- commenta Francesco Vernetti, presidente della Commissione “riqualificazione urbana, decoro e aree abbandonate” del comune di Napoli – nonostante le reiterate richieste d’intervento inoltrate alla Direzione Centrale per l’amministrazione del F.E.C, l’ultima datata 24 gennaio 2019, non sono stati adottati provvedimenti a tutela della salute pubblica, visto che la situazione stava precipitando».

Un paio di guanti e buona volontà

Per questo motivo si è reso necessario un intervento urgente di pulizia straordinaria. Questa mattina alle nove, si sono dati appuntamento una ventina di volontari reclutati sui social network dall’appello «chiunque voglia dare una mano sarà ben accetto, bastano un paio di guanti e tanta buona volontà» lanciato dal consigliere regionale dei verdi, Francesco Emilio Borrelli, dal consigliere comunale del Sole che ride, Marco Gaudini, il consigliere alla II Municipalità, Salvatore Iodice, dall’associazione Miniera, in collaborazione con la trasmissione radiofonica “La Radiazza”.

Primario è stato l’apporto dell’azienda di raccolta rifiuti dell’Asia che ha provveduto a differenziare i rifiuti per lo smaltimento, mentre Napoli Servizi ha provveduto alla sanificazione di tutta l’area interessata. Sono stati raccolti diversi quintali di rifiuti. Tra i materiali raccolti sono state trovate scarpe, stendini, fornelli, bottiglie piene di urina. «È stato un intervento doveroso – commenta Francesco Emilio Borrelli – per un edificio di culto completamente sommerso dal degrado e dall’incuria nel pieno centro storico della città». È stato un intervento in sinergia tra il comune di Napoli con le sue aziende partecipate e il volontariato.

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