Cronaca

Papa Francesco innamorato di Napoli: “È nel mio cuore, qui al Sud la storia può cambiare rotta”

"Mi parla del Sud. Ed io sono proprio del Sud. Ho viaggiato nel Mediterraneo, il mare nostrum, e ho visto con i miei occhi gli occhi dei migranti"

Papa Francesco parla di Napoli: il Pontefice lo fa in una intervista esclusiva al quotidiano Il Mattino oggi in edicola, parlando del capoluogo campano come della “sua” Buenos Aires. “Mi parla del Sud. Ed io sono proprio del Sud. Ho viaggiato nel Mediterraneo, il mare nostrum, e ho visto con i miei occhi gli occhi dei migranti” ha dichiarato il Santo Padre.

Papa Francesco e l’amore per Napoli: l’intervista

Nel corso della lunga intervista di Francesco de Core e Angelo Scelzo, Papa Francesco ha parlato della malavita organizzata: “È una piaga. Riguarda tutti. Il Nord e il Sud del mondo. L’ho detto proprio a Napoli: Tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti, nessuno di noi può dire: io non sarò mai corrotto. C’è davvero tanta corruzione nel mondo! Una cosa corrotta è una cosa sporca, è una cosa che puzza. O spuzza come avevo detto quella volta con una parola che ricorda il termine dialettale piemontese spussa. Come un animale morto che si sta corrompendo, così anche una società corrotta spuzza. E anche un cristiano che lascia entrare dentro di sé la corruzione spuzza. Se penso però a Napoli, alla Campania, penso anche a don Peppe Diana, a San Giuseppe Moscati e a Bartolo Longo, l’apostolo del Rosario. Al coraggio delle scelte. Al profumo di bene. La speranza mai deve essere offuscata. Tutto può essere riscattato dal bene. Serve una conversione di rotta”.

“La malavita cerca sempre di camuffarsi. Di imporre un modo di pensare distorto. Di corrompere. Di approfittare della debolezza degli Stati, di creare consenso, di infiltrarsi, di impossessarsi anche di alcuni simboli religiosi. Napoli non è l’unica città a sperimentare i dinamismi opposti del bene e del male, e la apparente contraddizione del loro manifestarsi negli stessi luoghi. Per questo serve attenzione, serve rigore. Se ci pensiamo bene la contraddizione fa parte delle nostre vite. Per questo serve una costante chiamata alla conversione. E serve perseveranza nel bene”.

Infine, su cosa lo lega a Napoli e al Sud in generale: “L’allegria, il pensare positivo. La resilienza. La generosità. Sono queste le doti di Napoli che ammiro di più. Insieme alla capacità di vedere davvero i poveri, di guardarli negli occhi e di non restare indifferenti. Penso che dai napoletani ci sono tante cose da imparare”.

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