Curiosità

Perché crediamo che i gatti neri portino sfortuna

Il gatto nero porta sfortuna. Quante volte lo abbiamo sentito dire e in quanti ci credono realmente. Si cambia strada, si aspetta prima di attraversare e chissà a quanti altri scongiuri i più scaramantici si lasciando andare.

Ebbene, stando ad un’analisi pubblicata su The Conversation da Neil Dagnall, lettore in Psicologia cognitiva applicata della Manchester Metropolitan University e Ken Drinkwater, ricercatore in psicologia e parapsicologia dello stesso ateneo,il comportamento superstizioso in realtà “regala” una sensazione di controllo sul fato e riduce l’ansia. L’analisi è riportata dall’Adnkronos.

Perché siamo superstiziosi?

Gli psicologi spiegano che le superstizioni sono derivate dall’assunto che esiste una connessione tra eventi che accadono nello stesso momento, ma non sono collegati. In pratica, semplici coincidenze vengono lette come se dietro ci fosse un ‘disegno superiore’. Per molte persone, spiegano Dagnall e Drinkwater in un articolo ripreso sul ‘Daily Mail’, evitare gatti neri e specchi rotti, o indossare pendagli portafortuna, riduce l’ansia. E questo è il motivo per cui i livelli di superstizione aumentano in periodi di crisi economica, incertezza sociale e in tempo di guerra. Alla fin fine, i pensieri superstiziosi aiutano a favorire un’attitudine mentale positiva, benché possano provocare decisioni irrazionali.

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