Cronaca

Picchiato solo per il colore della pelle, ecco le parole della vittima

Picchiato solo per il colore della pelle, ecco le parole della vittima. Aggredito nella notte di ieri, l’uomo, Ossuele Gnegne, racconta l’aggressione.

Picchiato solo per il colore della pelle, la solidarietà

Un uomo nella serata di ieri è stato investito da una vettura sulla quale viaggiavano 4 persone. Sembrava inizialmente soltanto un incidente, ma dopo le persone che si trovavano in auto sono scese armate di spranghe, sassi, bastoni e tanto odio. In quel momento Ossuele ha avuto lucidità nel cercare di scappare, trovando rifugio sotto una macchina, nonostante la pioggia.


arzano-aggressione


L’aggressione razzista

Purtroppo siamo davanti ad un’aggressione a sfondo razzista. I 4 uomini erano lì proprio per lui e volevano ucciderlo. Sono molti gli episodi che si creano tra gli italiani e persone di colore non molto apprezzate sul suolo nazionale. I fatti sono accaduti ad Arzano su un uomo che, da 10 anni in Italia, lavora onestamente come tutti in una palestra, l’Imperial, situata nello stesso paese dell’episodio.

La palestra

La palestra in cui lavora l’uomo, l’Imperial, si è stretta attorno al proprio dipendente cercando di mostrare la propria solidarietà. Al di fuori della palestra il proprietario scrive: «Vietato l’ingresso ai razzisti». Questi sono fatti spiacevoli che accadono alle persone migliori, proprio come Ossuele.

Le parole di Ossuele

Ossuele ha voluto raccontare su Facebook l’episodio avvenuto ieri sera. Di seguito riportiamo le sue parole:

Mi chiamo Ossuele Gnegne, ho 28 anni e sono originario della Costa d’Avorio. 
Sono in Italia da 10 anni e come tutte le mattine, ieri notte, mi recavo in bici, alla palestra dove lavoro regolarmente, dove sono un dipendente come tutti.
All’improvviso un’auto mi viene incontro e mi investe… la macchina si ferma e realizzo che non è stato un incidente, quell’auto, quegli “uomini” nell’auto volevano proprio me.

Quattro uomini scendono dalla vettura, inizio a tremare, gli domando “Cosa ho fatto?” e loro armati di bastoni, spranghe, sassi, armati di odio negli occhi mi rispondono “Vogliamo ucciderti”.

Mentre mi colpiscono penso a mia moglie, a mia moglie che non avrebbe mai accettato che degli uomini avessero potuto ucciderle il marito per un colore di pelle diverso dal loro.

Lei mi ha dato la forza di scappare, non è stato facile mantenere la calma, sono riuscito a nascondermi sotto una macchina, pioveva, tremavo ma non era per il freddo, era per l’incubo che stavo vivendo. Ho preso il cellulare dalla tasca, ho chiamato i carabinieri, che fortunatamente pattugliavano nella zona e sono intervenuti immediatamente e hannofermato e identificato queicarnefici.

Non pensavo di poter incontrare ancora persone così, a lavoro, nel mio quartiere svolgo una vita “normale” e tutti mi rispettano e mi vogliono bene.

Sono stato fortunato; ho lividi, contusioni, un braccio spezzato, ma tutto questo passerà.
Ciò che non passerà è il colore della mia pelle, che in questo mondo crea problemi.

 

Foto e notizia di InterNapoli

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