Cronaca

Poggioreale, Donato Capece (Sappe) in visita al penitenziario

NAPOLI. È in corso a Napoli, nel carcere di Poggioreale, la visita di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, dopo la deposizione in Procura di un esposto sul caso di Roberto Leva, 50 anni, detenuto nel carcere di Poggioreale che dal 27 aprile scorso è ricoverato in coma farmacologico al reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Paolo.

La nota del Sappe

“Sono qui a Poggioreale per portare la mia solidarietà e vicinanza al personale di Polizia Penitenziaria che svolge quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato”, ha detto Capece. “Si continua con una campagna demagogica e strumentale a parlare di una “cella zero” mai esistita e divenuta una legenda metropolitana creata ad arte per qualche interesse occulto che serve solo a delegittimare la Polizia Penitenziaria e le istituzioni. Basta! Chiediamo rispetto per la nostra dignità di operatori della sicurezza al servizio dei cittadini e della Stato. La Polizia Penitenziaria che lavora nel carcere di Poggioreale a Napoli – 700 Agenti per 2.300 detenuti! – è formata da persone che nonostante l’insostenibile, pericoloso e stressante lavoro credono nella propria professione, che hanno valori radicati e un forte senso d’identità e d’orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano ogni giorno. L’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una “casa di vetro”, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci “chiaro”, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale – ma ancora sconosciuto – lavoro svolto quotidianamente, con professionalità, abnegazione e umanità dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. Nel caso specifico, stiamo parlando un soggetto epilettico che presenta ecchimosi a seguito delle cadute provocate dalla sua patologia sanitaria. Per questo confidiamo, quindi e come sempre, nell’operato della Magistratura perché, ripeto, siamo sereni e tranquilli rispetto alle gravi accuse che vengono rivolte agli uomini del Corpo in servizio a Poggioreale”.

Capece sottolinea anche che “la prima fondamentale e imprescindibile considerazione che il SAPPE intende fare è che ai detenuti di Poggioreale sono assicurate e garantite ogni tipo di tutela, a cominciare dai diritti relati all’integrità fisica, alla salute mentale, alla tutela dei rapporti familiari e sociali, all’integrità morale e culturale. Diritti per l’esercizio dei quali sono impegnati tutti gli operatori penitenziari, la Magistratura ed in particolare quella di Sorveglianza, l’Avvocatura, le Associazioni di volontariato, i parlamentari ed i consiglieri regionali (che hanno libero accesso alle carceri), le cooperative, le comunità e tutte le realtà, che operano nel e sul territorio, legate alle marginalità. Particolarmente preziosa, in questo contesto, è anche l’opera svolta quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. Donne e uomini in divisa che rappresentano ogni giorno lo Stato nel difficile contesto penitenziario, nella prima linea delle sezioni detentive, con professionalità, senso del dovere, spirito di abnegazione e, soprattutto, umanità”.

Aggiunge Capece che “a Napoli Poggioreale si è contato il più alto numero di atti di autolesionismo (290) della Campania penitenziaria, il maggior numero di tentati suicidi (17) sventati in tempo dagli uomini della Polizia Penitenziaria, sotto organico ed il record regionale di colluttazioni (492). Per questo davvero non si comprende quale sia il senso di voler delegittimare il ruolo e la funzione della Polizia Penitenziaria di Poggioreale, addirittura tirando fuori la storiella della “cella zero” che è una fantasia vera e propria. Proprio per questo nulla, proprio nulla ha da nascondere la Polizia Penitenziaria di Poggioreale, che opera quotidianamente con professionalità ed umanità ed è per questo che attendiamo sereni gli accertamenti della Magistratura. Per questo oggi sono qui a portare la mia solidarietà agli uomini del Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere”.

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