Cronaca

Duplice omicidio a Ponticelli, il killer: “Ho ucciso un innocente”

Ponticelli, i dettagli dell'omicidio di Antimo Imperatore. La moglie di Esposito respinge l'ipotesi dell'omicidio di camorra

Emergono dettagli sull’omicidio di Antimo Imperatore avvenuto a Ponticelli. Un omicidio per errore e che non è legato alla camorra come sottolinea la vedova di Carlo Esposito che agli organizzatori della fiaccolata di solidarietà ha spiegato: “Ve ne dovete andare, che siete venuti a fare qui? Mio marito non è stato ucciso per camorra. La fiaccolata è stata organizzata contro la camorra? E di qui non deve passare perché l’omicidio di mio  marito non c’entra nulla con la criminalità” come riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Ponticelli, i dettagli dell’omicidio di Antimo Imperatore

L’obiettivo del sicario era Carlo Esposito, ma nel raid è morto anche Antimo Imperatore, operaio che si trovava lì solo per montare una zanzariera. Ad ogni modo, la vedova di Esposito non vuole che il marito venga ricordato come un camorrista, nonostante i precedenti penali. “È vero – ammette la donna – che questo è il quartiere dei De Micco, qua siamo tutti amici, ma mio marito è stato ucciso da un tossicodipendente spostato con la testa”.

In Procura, il 37enne Antonio Pipolo – costituitosi per il duplice omicidio – avrebbe ammesso di aver premuto il grilletto per una faida tutta interna al gruppo dei De Martino-De Micco, motivi economici. Nel suo mirino c’era solo Esposito, ma solo dopo ha capito di aver ucciso anche Antimo Imperiale, un innocente che con la camorra nulla aveva a che fare. Le indagini e gli interrogatori proseguiranno ancora nei prossimi giorni.

La famiglia di Imperatore: “Ucciso mentre montava una zanzariera”

I familiari di Antimo Imperatore sostengono che il 56enne sia stato ucciso per sbaglio. Aveva piccoli precedenti, ma non appare inquadrabile nel clan né coinvolto in attività criminali. Stando a quanto è emerso, si arrangiava con piccoli lavori di manutenzione negli appartamenti.

La denuncia di Sandro Ruotolo

“Un duplice omicidio di camorra in un appartamento di via Montale a Ponticelli nell’Area Est di Napoli. Due persone massacrate a colpi di pistola dai killer del clan che scuotono ancora di più residenti e commercianti obbligati a vivere in un perenne coprifuoco tra omicidi, stese e attentati dinamitardi. Si tratta dell’ennesimo fatto di sangue che si è verificato a poche ore dall’arresto del boss Emmanuel De Luca Bossa e di altre tre persone, tra cui un minorenne irreperibile, per aver effettuato ad inizio luglio una ‘stesa’ in viale Margherita a Ponticelli e minacciato in un altro episodio con una mitraglietta Skorpio dei poliziotti. Siamo stanchi di ripeterlo: il debordare della violenza a Napoli deve diventare questione nazionale.

È minacciata la convivenza civile e l’incolumità pubblica. A Napoli, in questo momento, potrebbe accadere di tutto. È vero, c’è forte attenzione da parte del ministro dell’Interno, sono stati inviati più poliziotti e rinforzi a Napoli. C’è un grande lavoro della magistratura e di tutte le forze dell’ordine. Ma tutto questo non basta. Lo Stato deve fare di più, intervenire a 360 gradi: mettere mano al disastro sociale, educativo, culturale di intere generazioni lasciate allo sbando e disponibili ad ingrossare le fila del sistema criminale. Ogni anno oltre seimila minori entrano nel circuito carcerario per reati commessi, figli di camorra, in maggioranza recidivi. Al contrario, ce lo dice l’Istat, tanti giovani napoletani e campani preferiscono andare via, scappare e costruire altrove il proprio futuro. Bisogna fare presto, Napoli va disarmata”. Lo afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo.

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