Cronaca

Porto di Napoli, appalti truccati: sei persone arrestate

Finisce nel mirino della Procura il Porto di Napoli. Tangenti per pilotare le gare d’appalto. Sono sei le persone arrestate. Continuano le indagini.

Appalti truccati al Porto di Napoli

Gli inquirenti intendono approfondire la vicenda dell’affidamento alla società TTT Lines del manufatto denominato «Ex Cogemar» annesso a una banchina di importanza strategica per le attività portuali. Nonostante la Snav avesse un progetto più idoneo, è l’ipotesi accusatoria, furono fatte forzature per agevolare la società dell’armatore di origini greche Alexis Thomasòs. Oltre alla Valiante, per questa vicenda, sono indagati il compagno, l’ex segretario generale dell’Autorità Emilio Squillante, e Marco Majorano, dipendente della TTT Lines.

Prima di decidere se e quando convocare Spirito, tuttavia, i pm Ida Frongillo e Valeria Sico, che indagano con il coordinamento del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, attenderanno che siano terminati gli interrogatori di garanzia dei sei indagati agli arresti domiciliari: il funzionario portuale Gianluca Esposito e gli imprenditori Pasquale Loffredo, Pasquale Ferrara, Pasquale Sgambati, Giovanni Esposito e Alfredo Staffetta.

Nei confronti loro e di Emilio Squillante, che è stato interdetto per un anno dall’esercizio di qualsiasi pubblico ufficio o servizio, la Procura ha chiesto al Riesame l’arresto in carcere, negato dal gip Federica De Bellis. All’ex segretario generale, poi divenuto capo dello staff di Spirito, gli inquirenti contestano anche l’associazione a delinquere, reato per il quale, tuttavia, il giudice non ha ritenuto di emettere la misura cautelare.

L’inchiesta

Nei prossimi giorni, intanto, gli atti dell’inchiesta saranno inviati alla Procura presso la Corte dei Conti: come prevede un protocollo di intesa firmato qualche anno fa, infatti, quando i pm si trovano di fronte a vicende che lasciano presupporre un danno erariale coinvolgono negli accertamenti i magistrati contabili.

Il denaro pubblico finito, come si evince dalle intercettazioni, nelle tasche degli indagati è moltissimo. Il giudice delle indagini preliminari, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo per equivalente di 109.000 euro: 40.000 nei confronti di Giancarlo D’Anna, il funzionario che durante le indagini della Guardia Costiera ha deciso di confessare; 60.000 nei confronti di Gianluca Esposito; rispettivamente 5.000 e 4.000 euro nei confronti di Umberto Rossi ed Eugenio Rinaldini. Il primo è stato rup e direttore dei lavori di manutenzione straordinaria dell’impianto della pubblica amministrazione all’interno del porto, il secondo è un funzionario dell’Area tecnica dell’Autorità.

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