Curiosità

Riserva degli Astroni, salviamola con il crowfounding

NAPOLI. Salvare il cuore selvaggio di Napoli dopo gli incendi che questa estate hanno devastato – oltre al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e a quello dei Monti Lattari – il Parco Nazionale del Vesuvio sarà possibile grazie ai cittadini. Ne è convinta Donatella Bianchi, presidente nazionale del Wwf, che ha lanciato una campagna di crowfounding per ripristinare la Riserva degli Astroni.

 

L’iniziativa, resa possibile grazie al sostegno della prima piattaforma di crowfounding social Meridonare, collegata alla Fondazione Banco di Napoli, è stata avviata durante la presentazione della Festa dell’albero che si svolgerà alla Mostra d’oltremare dal 19 al 21 novembre.

Festa dell’Albero

 

Ad aprire la prima giornata, alle ore 10, sarà la musica dell’Orchestra Scarlatti mentre domenica sera, dopo il tramonto, ci sarà lo spettacolo di luci e acqua della Fontana Esedra. Per l’occasione il WWF, i Carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare e tante associazioni napoletane organizzeranno incontri, laboratori didattici, ma anche corsi per docenti, per insegnare loro come trasmettere al meglio la coscienza ambientale ai giovani.

Coloro che parteciperanno troveranno un “donamat“, innovativa stazione digitale per la raccolta di donazioni in contanti, con il bancomat e la carta di credito. La raccolta fondi oltre al sostegno del Comune di Napoli ha come testimonial d’eccezione l’ex nuotatore Massimiliano Rosolino.

Lo scopo principale del progetto è quello di riaprire la Riserva degli Astroni, oasi Wwf,  dopo l’incendio del luglio scorso, che ha bruciato il 63% dell’area e quindi ettari di sottobosco e centinaia di alberi secolari. La riserva si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitaria nei Comuni di Pozzuoli e Napoli. È un cratere dell’area vulcanica dei Campi Flegrei. Il fondo presenta alcuni rilievi tra i quali il Colle dell’Imperatore e il Colle della Rotondella che si sono formati in seguito all’attività eruttiva. Nel punto più basso del cratere si trovano tre laghetti, Lago Grande, Cofaniello Piccolo e Cofaniello Grande, con la vegetazione tipica delle zone lacustri (canne, giunchi, tife e salici).

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