Cronaca

Scampia, campo rom: incendi e sversamenti senza sosta

Inutili sono state le denunce, gli interventi e le prime azioni di sgombero del campo rom di Scampia: la situazione resta critica. Dopo l’allontanamento di decine di nuclei familiari tra l’Agosto ed il Settembre 2017, gli sversamenti e gli incendi sono continuati senza sosta. All’esterno dell’area delle baracche, nonostante i sopralluoghi dei rappresentanti dell’VIII Municipalità, dell’Asl e della Regione, tutto è rimasto come prima e le montagne di rifiuti continuano a crescere.

Emergenza sversamenti e incendi nel campo rom di Scampia

Dopo l’allontanamento di decine di nuclei familiari tra l’Agosto ed il Settembre 2017, gli sversamenti e gli incendi nel campo rom di Scampia sono continuati senza sosta. All’esterno dell’area delle baracche, nonostante i sopralluoghi dei rappresentanti dell’VIII Municipalità, dell’Asl e della Regione, tutto è rimasto come prima e le montagne di rifiuti continuano a crescere.
Attualmente quattro trincee di approfondimento sono state realizzate negli spazi interni del campo, dalle squadre del’Arpac che in sinergia con la Sma Campania continua la caratterizzazione dei primi rifiuti raccolti. Ma non basta.
I roghi si vengono appiccati ad intervalli regolari, come ricordano il presidente dell’VIII Municipalità Apostolos Paipais ed il suo vice Salvatore Passaro, che adesso intendono chiedere l’intervento del comune su Viale della Resistenza e su via Cupa Perillo.

«Vogliamo capire come intende muoversi l’amministrazione centrale perché quelle strade sono degli sversatoi a cielo aperto. In queste ore faremo partire una nota ufficiale in cui chiediamo un incontro con il comune per discutere della situazione. Poi sarà la volta dei sindaci di tutta l’area nord di Napoli con cui intendiamo dialogare per cercare la soluzione migliore alla problematica sversamenti che ci vede tutti coinvolti. Ognuno di deve fare la sua parte anche in accordo con la Regione Campania che ci sta supportando in questa prima fase di azione, utile alla bonifica ed alla riapertura degli assi viari chiusi da decenni ed ancora occupati dai rifiuti».

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