Cronaca

Scarpe contraffatte in beneficenza: l’imprenditore cercò di corrompere i finanzieri

Nel particolare Si tratta di 5mila paia di scarpe sequestrate a un imprenditore di origine cinese

Scarpe contraffatte in beneficenza: l’imprenditore cercò di corrompere i finanzieri. Si tratta di 5mila paia di scarpe sequestrate a un imprenditore di origine cinese. L’intervento della Guardia di Finanza aveva impedito la realizzazione dell’ultima fase della lavorazione: l’apposizione del marchio falso sul prodotto.

Scarpe contraffatte, la Guardia di Finanza le dona in beneficenza

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, su disposizione della Procura della Repubblica partenopea, ha devoluto in beneficenza circa 5.000 paia di scarpeper la collettività” ad Istituzioni e ad Associazioni no profit delle province di Napoli e Salerno.

Gli articoli erano stati sequestrati lo scorso mese di febbraio durante le operazioni di arresto, nel quartiere “La Maddalena” del capoluogo, di un 48enne di origine cinese, per un tentativo di corruzione operato nei confronti dei finanzieri che stavano procedendo ad un controllo anti contraffazione nei suoi confronti.

In particolare, i capi di vestiario sequestrati erano stati rinvenuti in uno stato di “semilavorazione” atteso che l’intervento delle Fiamme Gialle aveva impedito la realizzazione dell’ultima fase del procedimento di contraffazione, ovvero l’apposizione del marchio falso sul prodotto.

La donazione

Le scarpe donate in beneficenza sono di buona fattura e, pertanto, sfruttabili a beneficio delle iniziative e opere di bene che la “Caritas Diocesana” di Napoli ed altri Enti no profit delle province di Napoli e Salerno portano avanti a supporto di indigenti e soggetti in gravi difficoltà economiche.

L’attività odierna testimonia l’attenzione della Guardia di Finanza anche per il “sociale” e assume anche un ulteriore valore emblematico in quanto ha permesso, in stretta sinergia con l’Autorità Giudiziaria, di destinare a opere di bene i frutti di attività illecite, che danneggiano la libera concorrenza e l’imprenditoria sana, onesta e rispettosa delle regole del mercato.

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