Politica

“Scongiurato lo stop dei centri antiviolenza”, l’annuncio

NAPOLI. Illustrate nel corso della riunione presieduta da Francesco Vernetti le attività dei cinque centri antiviolenza cittadini. La delegata del sindaco alle Pari Opportunità Simona Marino ha annunciato che, grazie al supporto del Servizio guidato da Pino Imperatore le attività saranno garantite almeno sino a maggio, in attesa dell’approvazione del bilancio.

La discussione

Scongiurato lo stop delle attività per i cinque centri antiviolenza cittadini, attivati per la durata di un anno in due Municipalità, nell’ambito del progetto E.R.A. finanziato dalla Regione per la realizzazione di azioni di prevenzione e contrasto della violenza sessuale e di genere verso le donne, sole e/o con figli minori, vittime di violenza e maltrattamenti. Esaurita la prima tranche di finanziamento, pari a 600mila euro, è stata liquidata da Palazzo Santa Lucia la seconda quota di 250mila euro che, solo grazie all’intervento del Servizio Pari Opportunità, ha reso possibile continuare le attività anche nel 2018.

La mancanza di una clausola di continuità della spesa all’interno del progetto, avrebbe infatti imposto uno stop al finanziamento delle attività, previste per una durata annuale, senza l’emanazione di un nuovo bando. Almeno fino a maggio,invece, non vi sarà alcuna interruzione, auspicando che nel frattempo venga approvato il bilancio di previsione per scongiurarne la successiva chiusura.

Sull’aspetto dei contenuti, invece, Marino ha auspicato per i cinque centri un’uscita dall’isolamento, che svolgono un’importante attività sul territorio e che con il territorio devono dialogare di più, aprendosi ad un lavoro sinergico con le assistenti sociali, le consigliere municipali e le forze dell’ordine. Sul punto, si lavorerà per l’istituzione di una rete formata da tutti i soggetti competenti che sui territori faccia da ponte tra i centri e il tavolo interistituzionale che a livello centrale segue il fenomeno in modo più generale.

Un modo, questo, per non disperdere le grandi potenzialità dei centri che hanno accolto e preso in carico nel corso di un anno di attività oltre trecento donne. Per la fase succesiva, quella che dopo l’allontanamento della persona e dei suoi figli dal coniuge violento si scontra con la mancanza di un’occupazione e di un’autonomia economica, saranno elaborate e sviluppate le proposte, oggi avanzate dalla consigliera Ulleto (Misto) e condivise dal presidente Vernetti, per l’avvio di collaborazioni strutturate con scuole e realtà imprenditoriali per assicurare occasioni di formazione e successive opportunità lavorative.

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