Cronaca

Napoli, arrestato imprenditore: maxi discarica da 250 mila tonnellate nell’ex cava Suarez

Invece di bonificare il sito ha messo a grave repentaglio la salute pubblica, interrando in una ex cava di Napoli 7-8 piani di rifiuti trasformando il luogo in una maxi discarica dove, secondo le stime, sarebbero state sversate 200-250 mila tonnellate di scarti speciali, come l’amianto: è quanto la Procura di Napoli contesta all’imprenditore partenopeo 49enne B.S., messo agli arresti domiciliari al termine di indagini della Polizia locale, del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli che gli contestano gravi reati come inquinamento e disastro ambientale.

Scoperta maxi discarica a Napoli: imprenditore agli arresti domiciliari

All’imprenditore – noto per altre analoghe vicende – sono stati sequestrati autocarri, macchine per il movimento terra e società per un milione di euro. Nelle profondità dell’ex cava Suarez, nel parco metropolitano delle colline della città densamente popolate, sarebbero finiti illecitamente scarti di ogni tipo. “Per avere un’idea dell’entità dello scempio perpetrato – viene sottolineato dagli investigatori – basti dire che il volume dei rifiuti illecitamente smaltiti, per come valutato dalla consulente, è pari a quello di un edificio con una base di 90 metri per 90 metri e un’altezza di 7-8 piani”.

E, ad attestarlo, ci sono le analisi dell’Agenzia regionale protezione ambientale della Campania e la consulenza di una docente universitaria di geologia ambientale. Lapidario il commento sulle condotte a carico di Sansone, già rinviato a giudizio per l’omessa bonifica proprio di cava Suarez, ordinata dal Comune di Napoli e anche dal giudice penale: secondo gli investigatori l’imprenditore avrebbe “contribuito ad alterare l’equilibrio naturale del sito in esame, rimediabile solo con interventi particolarmente onerosi ed eccezionali, determinando una significativa offesa alla pubblica incolumità per via dell’inquinamento dell’area e dell’esposizione al pericolo di un numero considerevole di persone, trattandosi di zona densamente urbanizzata”.

Redazione L'Occhio di Napoli

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