Cronaca

Intossicati da mandragora, saranno distrutti a Volla gli spinaci sequestrati

Il bancale è stato poi rivenduto a diversi commercianti di ortofrutta di Pozzuoli

Saranno distrutti al Centro agroalimentare di Volla dove sono stati sequestrati ieri i 7 bancali di spinaci infestati da mandragora e provenienti da Avezzano. A renderlo noto è l’assessore alla Salute del Comune di Napoli, Vincenzo Santagada. Dieci le persone che sono rimaste intossicate, di cui una ricoverata in rianimazione.

Spinaci infestati da mandragora: saranno distrutti a Volla

Migliorano le condizioni delle 10 persone finite in ospedale ieri per l’intossicazione da mandragora, dopo aver ingerito la pianta velenosa che era finita in un carico di spinaci proveniente dell’Abbruzzo. Il più grave è un 46enne, colpito da polmonite da ingestione per avere inspirato dei liquidi dopo un rigurgito mentre era privo di coscienza; resta ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Giuliano di Giugliano.

Non si può escludere che oltre ai casi accertati ce ne siano di non diagnosticati: alcuni potrebbero aver scelto di non recarsi in ospedale perché colti da sintomi lievi. Il Caan, a scopo cautelativo, ha intanto avviato il ritiro dei lotti individuati a Napoli e in provincia.

Intossicazione da mandragora, individuato il produttore

Dagli ultimi aggiornamenti trasmessi all’assessore alla Salute del Comune di Napoli Vincenzo Santagada, dal Caan (centro agro alimentare di Napoli) risulta individuato il vettore che ha regolarmente acquistato, da un produttore abruzzese, della provincia de L’Aquila, dei bancali di spinaci, a quanto pare contaminati dalla mandragora.

Grazie alla collaborazione dello stesso operatore, è stato possibile tracciare, insieme ai carabinieri e all’Asl Napoli 2, la catena degli acquisti e identificare la merce potenzialmente contaminata ancora presente al Caan, prontamente posta sotto sequestro. Adesso le autorità competenti stanno lavorando per individuare la merce presente nei punti vendita esterni al Centro.

I Nas e i carabinieri territorialmente competenti sono riusciti a ricostruire la filiera della commercializzazione di un ingente quantitativo di spinaci freschi sfusi e senza lavorazione acquistati da un vettore campano.

La merce venduta dalla provincia de L’Aquila è arrivata a Pozzuoli e nell’area flegrea

Il bancale è stato poi rivenduto a diversi commercianti di ortofrutta di Pozzuoli, dell’area flegrea e di altri centri campani. Identificata anche la merce potenzialmente contaminata ancora presente al Caan, posta ora sotto sequestro come tutto il resto del lotto che è stato possibile ritirare dal mercato in queste ore.

Adesso gli investigatori stanno lavorando per individuare la merce presente nei punti vendita esterni al Centro. Il produttore abruzzese è stato anche sentito dai militari dell’Arma, che ora analizzano tutti gli elementi utili per comprendere come la mandragora si arrivata negli spinaci preparati per essere venduti al Caan.

Al momento, non ci sarebbero provvedimenti a carico del produttore, ma si cerca di ricostruire tutti gli aspetti della vicenda e di recuperare l’intera partita di merce ‘inquinata’. Le indagini stanno consentendo di individuare tutti i grossisti e i rivenditori che hanno acquistato la merce, in modo da ritirarla dalla vendita a scopo precauzionale. Anche il Comune di Napoli ha invitato alla prudenza invitando “i cittadini a non consumare spinaci freschi, ma solo surgelati fino alla definizione della questione”.


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Dai medici di famiglia, invece, è arrivato un invito a rivolgersi ai propri sanitari di riferimento in caso di sospetta intossicazione. “Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione tra Napoli e provincia, dove si stanno registrando diversi casi di sospetta intossicazione da mandragora.

È importante ricordare ai cittadini che, in caso di una sospetta intossicazione, è bene consultare il proprio medico di famiglia, e – hanno sottolineato Luigi Sparano e Corrado Calamaro, Fimmg Napoli – proprio il medico di famiglia provvederà, se necessario per una sintomatologia importante, a consigliare un accesso al pronto soccorso”.

“I campanelli d’allarme sono quelli classici di una grave azione neurotossica, quindi un’eventuale e inspiegabile sonnolenza, confusione mentale, tachicardia, vista annebbiata, secchezza delle fauci, nausea, vomito, aumento della temperatura corporea”, hanno ricordato i medici.

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