Cronaca

Striano: rifiuti nel Sarno, sequestrata azienda agricola

A Striano, in provincia di Napoli, i carabinieri forestali hanno sequestrato un’azienda agricola che sembra scaricasse abusivamente i rifiuti nel fiume Sarno senza alcuna autorizzazione. I liquami inquinavano la falda acquifera ed i canali consortili affluenti nel fiume.

Rifiuti nel fiume Sarno, sequestro a Striano

I carabinieri forestali delle stazioni di Roccarainola e Marigliano insieme al personale veterinario dell’Asl, hanno individuato un cumulo di letame animale stoccato illecitamente su un terreno a Striano. Il percolato proveniente dal letame finiva nel sottosuolo ed inquinava la falda acquifera e i canali confluenti nel Sarno. I militari dell’arma hanno individuato un allevatore 60enne proprietario di una stalla abusiva che ospitava quattro bovini, un asino, sei galline e una capra.

Nel corso dell’ispezione sul terreno i carabinieri hanno rinvenuto alcuni tombini di copertura delle fosse non biologiche dove confluiva il percolato proveniente dal letame stoccato illecitamente. I liquami, ad elevato carico di parametri inquinanti, sarebbero dovuti essere smaltiti presso gli impianti di destinazione ma con un costo elevato.

Le autorità contrastano gli sversamenti abusivi nel fiume Sarno

Il sequestro avvenuto a Striano è inquadrato in una più vasta operazione dei carabinieri forestali volta a contrastare lo sversamento abusivo di rifiuti nei confluenti del fiume Sarno. L’area di azione dell’operazione dei militari va dalla zona che costeggia l’autostrada Caserta-Salerno fino alla parte terminale della linea Napoli-Poggiomarino della Circumvesuviana. Nel corso delle operazioni sono stati censiti 130 scarichi abusivi che abusivamente scaricano negli affluenti del Sarno letame animale.

Lo scorso dicembre infatti i militari hanno sequestrato una ditta, priva di iscrizione alla Camera di Commercio, per smaltimento illecito di letame. In questa occasione i liquami finivano, privi di trattamento, direttamente nel canale consortile. L’area di circa 100 metri quadrati è stata sequestrata ed il titolare è stato deferito in stato di libertà presso la Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

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