“Lo stupro non è una bambinata, il sindaco si dimetta”

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Il primo cittadino di Pimonte Michele Palummo aveva definito "una bambinata" lo stupro subito da una 15enne la scorsa estate

PIMONTE. Una petizione da 46mila firme per chiedere le dimissioni del sindaco di Pimonte Michele Palummo, che la scorsa estate aveva definito come “bambinata” lo stupro subito da una ragazzina del paese da parte di dodici ragazzini tra i quali il fidanzatino stesso della vittima.

“Uno stupro non è una bambinata, il sindaco si dimetta”: la petizione, lanciata su change.org dall’associazione Maison Antigone, è stata avviata appunto lo scorso mese di luglio.

Le dichiarazioni del sindaco

Dopo il deprecabile episodio il primo cittadino di Pimonte Michele Palummo aveva definito in tv “una bambinata” l’orribile stupro, scatenando polemiche in ogni dove. Successivamente aveva chiarito che il termine si riferiva, come riportato dal quotidiano Il Mattino, alla giovane età degli autori delle violenze. Tuttavia, la petizione era già partita. Nei giorni scorsi, in occasione dell’iniziativa #Inquantodonna, i rappresentanti dell’associazione hanno consegnato le firme al presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini.

La vicenda dello stupro

La ragazzina che all’epoca dei fatti aveva 15 anni, come emerso dalle indagini dei carabinieri che ha portato all’arresto di 11 minori, nell’arco di poche settimane fu abusata più volte dal branco. Abusi ripresi da smartphone e immortalati in alcuni video utilizzati per minacciare la ragazza ed evitare che raccontasse tutto. L’incubo per la adolescente sembrava finito con la svolta nell’inchiesta dei carabinieri e il successivo supporto dei servizi sociali del Comune. Infatti nel giro di poco meno di un anno il branco lascia le comunità per essere destinati ai lavori socialmente utili. Un pugno nello stomaco per la 15enne che non ce l’ha fatta e ha deciso di lasciare il suo paese per trasferirsi in Germania e farsi una nuova vita insieme alla famiglia.

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