Cronaca

Topi morti a Nisida, CSI Gaiola Onlus risponde: “Colpa di uno scarico fognario”

L'allarme è stato lanciato dai bagnanti

Nelle acque dell’isola di Nisida è stata segnalata la presenza di una decina di topi morti. I bagnanti hanno avvertito l’Arpac che effettuerà diversi controlli per capirne la cause.

Topi morti a Nisida: la segnalzione

Decine di topi morti in acqua a Nisida, l’isolotto alla periferia di Napoli. L’allarme dei bagnanti, che hanno documentato il fatto con i loro smartphone, è stato raccolto dal consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, che ha chiesto l’ intervento dell’Arpac, l’Agenzia Protezione Ambientale della Campania per scoprire le cause.

La segnalazione

“Salve consigliere, ho voluto mandare questi video di stamattina a Nisida perché non era mai successo una cosa cosi. Abbiamo chiamato il comune e l’Asl ma non ci hanno risposto. E abbiamo pensato di inviarvi questo video sperando di poter sapere perché succede questo”. “Abbiamo avvisato l’Arpac” fa sapere il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.

La spiegazione del CSI Gaiola Onlus in merito alla vicenda del mare sporco e dei topi morti a galla

Il CSI Gaiola Onlus e il Parco Sommerso di Gaiola denunciano da oltre 10 anni a tutte le autorità competenti la follia di uno scarico di bypass fognario sotto costa all’interno dell’area di maggior pregio biologico, archeologico e turistico-culturale di tutta la costa”, spiegano in una nota, “per non parlare delle condotte sottomarine che scaricano sempre lì, in mezzo a tre banchi di coralligeno“. Il tutto a pochi passi anche dalle acque frequentate da tantissimi napoletani e turisti da ogni parte d’Italia e d’Europa.

“Denunciamo da oltre 10 anni la presenza di uno scarico di bypas fognario sotto costa”, riferisce la Onlus

La cosa veramente folle“, prosegue il CSI Gaiola Onlus, “è che non solo in questi 10 anni non si siano presi provvedimenti per eliminare o delocalizzare lo scarico esistente, ma si sta pensando bene di aumentare la portata del collettore Arena S. Antonio e aggiungere un secondo scarico sulla spiaggia di Coroglio a pochi metri di distanza da quello esistente. E pensare che solo pochi mesi fa si festeggiava l’inserimento in costituzione della tutela dell’Ambiente, mentre la Tutela della Salute c’è già da molto più tempo“.

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